Il Tirreno

Livorno

Ci fosse sempre l’AlbinoLeffe...

di Alessandro Bernini
Ci fosse sempre l’AlbinoLeffe...

Un super Livorno ne fa 4 come all’andata e dilaga. Curva e tribuna litigano su Spinelli

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LIVORNO. Meglio della pappa reale. Contro stanchezza, ansia o perdita della memoria (dell’ultima vittoria...) c’è un rimedio naturale: affrontare l’Albinoleffe. All’andata il Livorno vinse 0-4 per la gioia di Novellino, adesso si è imposto 4-1 per la gioia di Madonna e di tutti i tifosi amaranto. I quali, inebriati da tanto vigore e da tanti inattesi gol, hanno trovato il tempo per battibeccare tra loro (curva contro tribuna) nel segno dei pro e contro Spinelli.

Paulinho brasileiro. Mattatore della giornata è stato Paulo Sergio Betanin, per lui una doppietta che gli consente di salire a quota 10 gol stagionali. Ma sono reti con un sapone intenso, particolari: la prima è arrivata dopo 15” (esatto, 15 secondi...) e ha spianato la strada al Livorno, la seconda è arrivata al 17’ e ha ucciso l’Albinoleffe. Al resto ci hanno pensato Siligardi in chiusura di primo tempo e Dionisi nella ripresa, mentre gli ospiti hanno messo il loro sigillo quando già c’erano i titoli di coda.

Dicevamo di Paulinho. Ormai le perplessità su di lui sono crollate. Sa giocare a calcio, sa segnare, aiuta la squadra: è un attaccante vero. E senza il blocco (mentale?) di inizio stagione, adesso sarebbe tra i big nella classifica marcatori. Il Livorno il prossimo anno non può non ripartire da lui.

Il modulo giusto. Tanto di cappello anche ad Armando Madonna che dopo un campionato passato a fare tentativi (più Novellino di lui) ha forse trovato la formula giusta.

Il Livorno se l’è giocata con un 4-3-1-2, modulo già visto a Empoli, con Siligardi dietro alle due punte e una bella cerniera in mezzo al campo composta da Luci, Belingheri e Morosini. Con questo assetto il Livorno ha fantasia e capacità di innescare gli attaccanti (Siligardi, se trova continuità, è un super in serie B), in più ha maggiore protezione davanti alla difesa. Forse c’è meno gioco sulle fasce, ma in questo momento sembra davvero il male minore.

Quel gol subito. È stato davvero un bel Livorno. Capace di affondare in una difesa dell’Albinoleffe fragile e troppo alta. Sul 4-0 ci sono stati addirittura due contropiedi non concretizzati in quattro contro uno. Strepitoso Paulinho, bravo Dionisi, ottimo Siligardi, molto bene i tre centrocampisti, benino la difesa che alla fine ha subito il suo gol quotidiano (e già prima Bardi aveva regalato 2-3 parate non facili). Peccato: dopo un girone intero c’era la possibilità di tornare a blindare la porta e invece...

Tifosi contro tifosi. Con la squadra che in campo dilagava, l’attenzione si è spostata sulle scintille tra tifosi: da una parte la curva nord che contestava Spinelli, dall’altra la tribuna che fischiava i contestatori.

Non è la prima volta che questo avviene, ma adesso la frattura sembra molto forte. Emblematici i due striscioni esposti ieri: in curva nord il solito “Spinelli vattene” al quale si è aggiunto un “Spinelli sempre più buffone”, dall’altra parte invece ecco lo stendardo con su scritto “13 anni di vero calcio: grazie Spinelli”. Il tutto a poche decine di metri di distanza. Incredibile ma vero.

A peggiorare le cose è stato l’incontro avvenuto in settimana tra Aldo Spinelli e i rappresentanti del Centro di Coordinamento, ovvero la parte più vicina (o comunque meno ostile) al presidente. Gli stessi club si sono spaccati tra loro, e adesso ce n’è un altro che nei prossimi giorni chiederà di uscire dal Centro di Coordinamento. In quell’incontro Spinelli ha dato rassicurazioni e disponibilità a proseguire. I club l’hanno vista come una apertura positiva per il futuro del Livorno, la curva nord l’ha vista solo come fumo negli occhi. Da qui il pesante strappo.

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