Livorno, dal bigné alla frittata
All’87’ gli amaranto si fanno raggiungere a Empoli e perdono una grande chance
I nostri tabù non crollano. Il bignè al cioccolato era lì, sulla punta della lingua, pronto a essere assaporato dopo un lungo digiuno, e invece ce lo siamo fatti soffiare da sotto il naso. Incredibile. Il Livorno non vinceva a Empoli da 50 anni e non usciva dal campo senza aver subito gol da 19 partite, eravamo al 42'di una partita saldamente in pugno, in vantaggio 1-0, e cosa succede? Il solito errorino, la solita dormita davanti a Bardi ed ecco spuntare dal nulla la testina di Nicolas Cardoso Dumitru, 21 anni.
Una beffa. Perché se avremmo firmato per il pari prima della partita, alla fine si torna da Empoli con una valigia di rimpianti e la certezza che ci sarà da soffrire ancora tanto. Ci sarebbe stato da dire soltanto bene del Livorno, tatticamente ordinato, preciso in difesa, forse un po' sprecone in attacco, ma indubbiamente vivo e coraggioso. Quel gol nel finale sarà anche un episodio ma alla resa dei conti abbassa di un punto il voto finale.
Tra l'altro, visti gli altri risultati, sarebbe stata l'occasione per scappare via dal regno della paura. Invece siamo ancora lì, con la testa e il corpo fuori dalle sabbie mobili, ma non tranquilli.
Peccato perché Madonna anche tatticamente aveva fatto centro, con una mossa a sorpresa che un po' aveva stordito l'Empoli. Niente 4-4-2 ma prima volta per il 4-3-1-2. Che cosa è cambiato? Semplice, il Livorno si è messo a specchio rispetto agli azzurri, eliminando così il rischio che i tre mediani dell'Empoli prendessero possesso del centrocampo. Siligardi ha fatto il trequartista svariando un po' ovunque, Filkor, Luci e Belingheri (spesso basso al di là delle sue caratteristiche) hanno dato maggiore protezione alla difesa, tant'è che l'Empoli si è fatto pericoloso soltanto in contropiede. Solo negli ultimi 25' il Livorno è tornato al 4-4-2, quando Madonna ha tirato fuori Siligardi e messo dentro Schiattarella.
E' chiaro che la rete in avvio ci aveva aperto una autostrada. Ma in passato situazioni simili non erano state sfruttate (vedi trasferta a Nocera, da 0-1 a 2-1 poi trasformato in extremis in 2-2) per cui c'era poco da fidarsi. Come visto nel finale.
La rete di Belingheri al 4' è stata per certi versi casuale (deviazione decisiva di Mchedlidze), ma "Beli" ha comunque avuto il merito di provarci da quasi 25 metri. E poco prima del 20' per poco non arrivava anche il 2-0 sempre con un tiro da fuori, stavolta di Dionisi finito sul palo.
La reazione dell'Empoli è stata misera, sconclusionata. Non è un caso che le uniche due occasioni siano arrivate addirittura in contropiede, prima con Tavano e poi con Lazzari, ma in entrambi i casi Bardi ci ha messo una pezza prima col corpo e poi con i piedi.
Fischiatissimo dai tifosi amaranto, da lì in poi Tavano è scomparso, e sembravano scomparase anche le speranze dell'Empoli di pareggiare. Aglietti ci ha provato inserendo Maccarone al posto del triste Mchedlidze, ma “BigMac” si è visto solo per una girata in area a inizio ripresa finita alta.
Insomma, sembrava fatta. E' vero, negli ultimi 20-25 minuti il Livorno si è abbassato troppo, non riuscendo quasi mai a ripartire, però dietro non c'erano stati rischi. L'unico grattacapo sembravano le uscite di Luci (malessere) e Belingheri (crampi) che stravolgevano il centrocampo, ma niente di gravissimo.
E invece al 42', su un cross dalla destra (punizione battuta da Brugman), Sini sul secondo palo ha perso Dumitru e come una mazzata tra capo e collo è arrivata la rete dell'1-1. L'ennesimo urlo strozzato in gola nella stagione della sofferenza.
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