Libertas, due dediche per un’impresa
I gialloblù hanno schienato Piombino con un pensiero a Fava e l’acuto di Giusti
LIVORNO
Dedicata a Pippo Fava. Negli spogliatoi, appena passata la sbornia di abbracci per l'"impossibile" vittoria nel derby con Piombino, il primo pensiero dei ragazzi della Libertas è stata per il compagno fermato da un fastidioso malessere che prevedibilmente lo terrà lontano dai campi ancora per un bel po'.
Le dedica del cronista è invece per Tommy Giusti, il figlio d'arte che fino a sabato era sembrato patire oltre il lecito il salto di categoria dalla C regionale a quella nazionale. La vittoria, come sempre merito di tutti, porta però il timbro dell'ancor giovane play (è del 1991), non tanto per i 18 punti a referto (fin qui ne aveva segnati 14 in tutto il campionato) ma per come e quando questi sono venuti, una fiammata d'orgoglio e personalità (8 punti in fila in tre azioni consecutive) che ha rimesso in piedi la partita quando la Libertas era sul punto di arrendersi alla logica e alle rotazioni infinite di Piombino. Ora si tratta di dare continuità a questa che è stata sicuramente la sua miglior prestazione di sempre a questi livelli: talento e mezzi non mancano.
Vittoria che ovviamente è andata oltre le cifre: se si potesse scommettere anche sulla serie C, la Snai non avrebbe quotato un successo della Libertas orfana di tre del quintetto base fra cui il capocannoniere del girone. Dando a Cesare quel che è di Cesare, la gestione Pardini (ma sembra azzeccatissimo anche il ruolo di Mauro Volpi nelle vesti di "consigliori") ha fin qui portato tre vittorie e una risicatissima sconfitta a Pontedera che poteva non esserci salvo l'evitabile nervosismo finale. Il sosia del Trinchieri canturino ha dato fiducia ai giovani che sanno ora di avere opportunità concrete per dare un contributo. Il che, però, non deve portare alla voglia di strafare, di avere tutto e subito. E' il caso di Artioli. "Faccia d'angelo" deve capire che si può essere utili alla squadra in tanti modi e non è obbligatorio tirare 7 volte in 12 minuti, specie se di quei 7 non te ne va dentro uno. Tempo al tempo.
A rendere ancora più piacevole il successo, le notizie dagli altri campi. Hanno perso tutte, quelle dietro (Calasetta e Carrara) e quelle davanti ma ancora a tiro (San Vincenzo e Cus Siena). La strada per la salvezza è ancora una salita dura come il Mortirolo, ma non è ancora sbarrata.
Francesco Parducci
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