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Allegri-Chiellini, prefisso scudetto 0586
La sfida vista da Igor Protti, ex compagno di entrambi: «Personaggi molto diversi, Giorgio per me è il numero 1 in Italia»
LIVORNO
Indovinello semplice semplice: stasera si giocano lo scudetto, entrambi livornesi, entrambi hanno indossato la maglia amaranto. La risposta è una formalità: Max Allegri e Giorgio Chiellini. Non tutti sanno o ricordano però che c’è un calciatore che ha giocato con entrambi in maglia amaranto. Anzi, non “un” calciatore, ma “Il” calciatore, ovvero Igor Protti.
Ex compagni. Protti e Allegri sono rimasti a Livorno entrambi dal 1985 al 1988, allora Igor era quasi un bambino al quale tutti si affezionarono, poi al suo ritorno nel 1999 divenne il simbolo amaranto. Invece Chiellini è rimasto in amaranto dal 1999 al 2004, ma è proprio quest’ultima la stagione che ha fatto esplodere il feeling con Protti, nel campionato di serie B che si chiuse con la promozione in A nella infinita notte di Piacenza.
Io e Chiellini. «Lo dico subito, per me Giorgio Chiellini è il numero 1 in Italia come esempio positivo per i giovani. Stravedo per lui». Igor Protti non è tipo che regala facilmente complimenti o lodi, dice sempre quello che pensa.
Ma gli si illuminano gli occhi quando parla di Giorgio: «Nutro una straordinaria ammirazione nei suoi confronti. Aveva 16 anni quando si presentò in prima squadra con noi, e da quel giorno l’ho sempre visto comportarsi da grande persona. Nello spogliatoio, durante gli allenamenti, nello studio, naturalmente in campo. Troppo spesso vedo esaltare dai mass media personaghgi decisamente meno positivi di Giorgio, e questo mi dispiace. Quanto al suo valore sotto il profilo sportivo, beh non lo scopro certo io, ormai è da anni un pilasto della Juventus e della nazionale per cui...».
Poi Protti rivela: «Giorgio non è cambiato di una virgola da quando giocava con me nel Livorno. A volte ci sentiamo, magari per iniziative benefiche, e mai una volta che lui abbia detto un “no”, mi ha sempre dato la massima disponibilità. Un grande ragazzo».
Io e Allegri. Per tornare a quando giocavano insieme, bisogna tenere premuto il tasto rewind un po’ più a lungo. «Dico la verità, quando giocavamo nel Livorno insieme, aveva una testa ben diversa da adesso. Lo ritrovati nel 1998 a Napoli, e lì mi disse e capii che una serie di esperienze di vita, anche difficili, lo avevano maturato. E credo che in quel periodo sia iniziata l’evoluzione che adesso lo ha portato ad allenare uno dei club più prestigiosi del mondo».
Già, guidare il Milan non è sport per tutti. «Ho sentito nei giorni scorsi Muntari descrivere Allegri come un allenatore che dà confidenza ai giocatori e sa metterli a proprio agio, questo penso sia un aspetto molto positivo».
E i rapporti con lui? Qui Protti tira un po’ il freno: «Dico la verità, da quando allena il Milan non è più possibile neanche sentirlo... Forse la notorietà ha avuto su di lui un impatto diverso rispetto a quello che ad esempio ho notato in Chiellini. Comunque resta un grande allenatore».
Juve favorita. Un pronostico diventa inevitabile. «Sulla partita è difficile, quasi impossibile. Manca Ibrahimovic ma il Milan ha dimostrato in campionato e Champions di giocare alla grande anche senza di lui. Casomai resto dell’idea che la Juventus abbia qualche chance in più nella corsa scudetto perché non giocare le Coppe è un vantaggio enorme».
Ore 20.45, fate il prefisso 0586 per gustarvi la sfida scudetto.
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