Bastano 120 secondi per rovinare tutto
Due gol tra il 12’ e il 14’ del Bari, la reazione c’è ma non basta
LIVORNO
Nel calcio non c'è molto da inventare: se ogni volta prendi gol, vai poco lontano. Stavolta il Livorno la frittata l'ha cucinata e cotta nel giro di 120 secondi, tra il 12' e il 14' del primo tempo, tutti imbambolati mentre quelli del Bari seminavano il panico segnando due gol dalla dinamica troppo simile per non pensare che ci siano delle colpe.
Hai voglia poi di metterci volontà, reazione, rabbia. Se regali due gol al pronti-via, il 90% delle volte perdi. E così è stato. La settima sconfitta casalinga del Livorno, l'ottava vittoria in trasferta del Bari. Ma il vero problema è che qui non si riesce più ad uscire dal campo senza aver subito reti: la striscia negativa è salita a 19 partite, un maledetto record che complica non poco la strada verso la salvezza.
Che occasione. Che poi questo Bari è apparso tutto fuorchè imbattibile. Dietro i centrali Ceppitelli e Borghese davano sempre la sensazione di poter essere presi d’infilata se solo fossero arrivati palloni in profondità.
In realtà il Livorno ci ha messo 2 minuti a gettare la partita nel cassonetto e 75 per cercare inutilmente di riprenderla. Non ce la sentiamo di condannare questi giocatori, perché l’impegno c’è sempre stato, a tratti (nella seconda parte del primo tempo) si è visto anche un furore agonistico mai ammirato sino a oggi.
Difesa e panchina. Poi è chiaro che ci sono dei limiti. La stagione era iniziata puntando su tre centrali che si chiamavano Perticone, Miglionico e Knezevic, adesso si va in campo con Bernardini (che a inizio stagione andava sempre in panchina) e con Sini (che a Bari non giocava mai). Non sono accuse contro questi due ragazzi, anzi, sono semplici dati di fatto che spiegano perché il reparto arretrato soffra. Tra l’altro il Bari aveva attaccanti veloci e molto temibili sul breve, mentre il Livorno non ha in rosa neanche un difensore rapido (tranne forse Knezevic, quando sta benissimo).
Oltretutto stavolta è arrivato anche poco dalla panchina. Male Belingheri, male Bernacci che purtroppo (come temuto) al momento non incide.
Peccato, perché stavolta squadra e tifosi si erano davvero compattati alla ricerca di un pareggio-impresa. E quel punto avrebbe fatto davvero comodo.
Il vuoto.Come detto sono stati quei 120 secondi di vuoto cosmico a lasciare un segno indelebile sul match. Terrificanti. Aveva anche iniziato bene il Livorno, con un siluro da fuori di Siligardi e un 2 contro 1 non sfruttato bene da Paulinho, poi però è arrivato il doppio pugno del Bari, tra il 12' e il 14'. Sul primo è stato fatale l'inserimento dalla sinistra di Garofalo, sul secondo ha fatto tutto Forestieri partendo dal centro, colpendo il palo, riprendendo palla e spingendola dentro. Pesanti le responsabilità della difesa, soprattutto dei due centrali Bernardini e Sini.
Eravamo al 14' del primo tempo, ce n'era in abbondanza per farsi il segno della croce e prepararsi a 75 minuti di niente, di contestazione, di rischio- goleada.
Su la testa. E invece il Livorno si è ricompattato d'improvviso, ha preso il centrocampo ma soprattutto ha trovato quel furore che troppe volte in passato era rimasto sotto la maglietta. E il simbolo della riscossa è stato Schiattarella, tarantolato, uno al quale puoi fare cento appunti ma non certo di risparmiarsi o tirare indietro la gamba. Splendido il suo assist al 35', splendido il tocchetto di sinistro a scavalcare di Paulinho, splendido tutto in questo gol del 2-1 che ha riacceso il Livorno e scosso lo stadio come non si vedeva da tempo.
Senza spinta. Purtroppo nel secondo tempo la spinta del Livorno non ha mantenuto la stessa propulsione. Tanto possesso palla, supremazia, l'ultimo quarto d'ora in 11 contro 10 per l'espulsione (doppio giallo) di Ceppitelli, ma poco o niente dalle parti di Lamanna.
Merito del Bari che si è assestato dietro, con Cavanda al posto di Crescenzi e due punte sempre basse ad aiutare il centrocampo. L’unica occasione è capitata sui piedi di Bernacci a metà frazione, dopo un bel cross di Dionisi, ma l’ex Modena da due passi non ha trovato il tocco decisivo.
La sosta. In due partite consecutive in casa abbiamo preso solo un punto. Una miseria. Ora il campionato si ferma, e sarà fondamentale recuperare Knezevic e anche Piccolo.
Poi avremo 4 scontri diretti nelle prossime 5 partite: Empoli (fuori), Albinoleffe (in casa), Modena (in casa) e Gubbio (fuori) con l’intermezzo della trasferta di Reggio Calabria. Non ci sarà più tempo per sbagliare.
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