«Ero con un amico, lui è morto...»
Prima la Nigeria, poi la Libia, sempre in fuga per cause religiose
LIVORNO
Desmond Ezekiel Uadiale è nato 23 anni fa a Ibadan ed ha sette tra fratelli e sorelle. La vita, per lui è stata complicata da subito: «Mia madre è morta nel giorno in cui sono nato». Prima di lasciare la Nigeria, Des era un ragazzo come tanti, studioso ed appassionato di calcio «In patria ero stato tesserato per il Galaxi Ibadan, giocando come esterno d’attacco. Purtroppo per problemi legati alla religione io e mio padre siamo stati duramente attaccati in più occasioni. Mio padre è morto e io ho subito una serie di vessazioni e attentati. Così grazie alla solidarietà di un mio amico sono riuscito a riparare oltre confine ed alla fine del 2010 sono giunto in Libia».
Una volta a Sabha, Des è riuscito ad avere un contratto con l’Urani Fc, dove vive un’esperienza terribile: «Dopo l’inizio dei combattimenti, per gli stranieri restare in Libia era pericolosissimo. Un giorno, appena terminato l’allenamento, io e un mio compagno siamo stati brutalmente aggrediti alle spalle. Lui è morto, mentre io rimasi ferito e persi molto sangue, fino a svenire. Non so come, ma mi ritrovai in un letto di ospedale». Scampato al peggio, Desmond decide, nonostante le condizioni fisiche, di lasciare la Libia.
«Grazie a Dio ed agli uomini della Guardia di Finanza che ci hanno salvato, posso sperare che mi siano riconosciuti i documenti di rifugiato politico. L’opportunità di giocare a calcio nel Livorno 9 mi rende un bel po’ più sereno. Quindi ringrazio di cuore anche loro».(d.m.)
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