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Pagliari a testa alta: io ci credo ancora

Il tecnico assicura: «Il gruppo è unito, non abbiamo problemi di spogliatoio»

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PISA

Una domenica da incubo per Dino Pagliari, la peggiore in quasi un anno di permanenza a Pisa. Il tecnico maceratese riavvolge il nastro: «Abbiamo preso gol su un erroraccio, che ci può stare. Ci siamo rimessi in sesto e stavamo giocando bene, ma quando subisci una rete prima dell'intervallo, in un momento negativo come questo, tutto diventa più difficile. Appena rientrati in campo abbiamo preso un'altra scoppola. Purtroppo paghiamo ogni errore a caro prezzo. Non avevo mai vissuto un gennaio pessimo come questo. Non me l'aspettavo perché non c'erano segnali in tal senso. Ora dobbiamo abbassare la testa e rimetterci a posto».

Dopo quattro sconfitte di fila Pagliari si sente in discussione? «Non è una domanda che deve essere rivolta a me, ma alla società e alla proprietà. Per statuto un allenatore è sempre in discussione. Finché la società e la proprietà non prendono decisioni, io vado avanti. Ci credo ancora nonostante tutto».

Ecco la ricetta per uscire da questo periodo infausto: «Non dobbiamo trovare responsabili, ma tornare a fare le piccole cose che sappiamo fare».

Neanche la scelta di schierare 10 over su 11 ha sortito benefici: «I problemi sono sempre collettivi - è il leit motiv di Pagliari -. Nel tennis è più facile capire quali siano. Nel calcio quando si prende gol è colpa di tutti. Ci può stare di trovare bucce di banana ma, se uno sbaglia, un altro ha il dovere di rimediare. Mi dispiace molto per il pubblico».

Il gruppo è unito? «Il Pisa non ha questo tipo di problemi. Per capirlo basta seguire gli allenamenti».

Stavolta niente applausi, solo fischi piovuti dagli spalti: «Sono naturali e fisiologici - precisa il tecnico -. Sono critiche dignitose. Spetta a noi convertirle in applausi con i fatti».

Nessun commento sul primo tempo di Tulli, sostituito dopo l'intervallo: «A me interessa il primo tempo del Pisa, non quello di Tulli».

Le esclusioni di Strizzolo e Berardocco? «Strizzolo ha subìto due botte in allenamento. Per il secondo è stata una scelta tecnica».

Sul gesto di stizza di Carparelli al momento della sostituzione: «Era arrabbiato perché si era fatto male, non per il cambio. Noi pensavamo che avesse preso solo una botta. E' stato lui ad accorgersi che era qualcosa di più grave». Si teme uno stiramento al flessore.

L'allenatore della Pro Vercelli Maurizio Braghin, analizza così la gara: «Siamo venuti qua a giocarci la nostra partita con grande serenità e intensità cercando di tenere la squadra corta e togliere spazio ad un uomo importante come Genevier. In questo momento sfruttiamo anche l'ottima gamba che hanno i nostri giocatori. Un'altra chiave tattica da evidenziare è che ad un certo punto ho schierato la difesa a 3 perché ho visto che in questa maniera i nostri avversari potevano incontrare qualche difficoltà specialmente sulle corsie esterne». (l.v.-m.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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