Il Tirreno

Livorno

Matri da 10 e il Genoa ora può sognare

Palacio e Gilardino premiata ditta del gol, mentre Klose fa la voce grossa e il Napoli sbanda ancora in trasferta

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10 Matri. Furetto. Le dinamiche con le quali, da solo, ha schiantato l’Udinese, non una difesa qualunque, sono da centravanti rapace. Nel primo gol piomba come un falco sulla corta respinta di Handanovic. Nell’azione del raddoppio indovina l’angolo opposto con un movimento in corsa, fulmineo. Dopo aver iniziato l’anno dalla panchina si è conquistato il posto da titolare a suon di grandi prestazioni. Decisivo.

9 Palacio & Gilardino. Tandem da sogno per la gradinata Nord. L’argentino realizza una doppietta fantastica, il centravanti si accoda di testa, il suo marchio di fabbrica. Preziosi inseguiva attaccanti in grado di incidere e di divertire: affare fatto. Ora, con una classifica più definita e con quelle due belve davanti, sarà più facile timbrare l’ottavo posto, obiettivo minimo stagionale.

8 Amauri. Non pareva davvero che non giocasse da sette mesi abbondanti. Svaria lungo tutto il fronte offensivo, apre varchi, combatte, sgomita, affina l’intesa con Jovetic: insomma, il debutto in viola è coi fiocchi. Gongola Delio Rossi che avrebbe voluto allenarlo da almeno un lustro.

7 Barzagli. Strepitosa stagione. Sembra essere tornato ai livelli del Palermo, quando conquistò la Nazionale. La parentesi tedesca pareva averlo annacquato. Puntuale nei disimpegni, attento nei ripiegamenti: una colonna della difesa della Juve. Uno dei tanti giocatori bianconeri da cui Conte sta ottenendo il massimo.

6 Klose. Dodici reti, la testa della classifica dei cannonieri vicina. Conoscendo come è attaccato ai record (gli mancano 5 gol per raggiungere Gerd Muller, miglior marcatore di sempre della Nazionale tedesca) vedrete che il trono gli solleticherà l’appetito. Risolve alla sua maniera, con due reti bellissime, la pratica-Chievo

5 Ranieri. Brutta caduta. Esagera nello schierare un trequartista e due punte: l’Inter di quest’anno, usurata nel fisico, non è più in grado di reggere l’urto avversario con un modulo così. Forse le sette vittorie di fila, ottenute con un pizzico di fortuna, avevano illuso ma ieri il tecnico ci ha messo del suo.

4 Juan. Di Vaio gli scappa che è una bellezza. Mai sicuro, domenica deficitaria.

3 Napoli. Altro tonfo. Fuori casa sbanda spesso. Gli ottavi di Champions non cancellano un torneo così anonimo.

2 Difesa del Siena. Tutti meno uno, Pesoli, costretto a saltare da solo con due pertiche come Natali e Amauri. Così, con questo errato posizionamento della difesa,è scaturito il raddoppio viola, che ha fatto calare i titoli di coda sul derby.

1 Thereau. Sullo 0 a 1, col risultato in bilico, fallisce un gol facile davanti a Marchetti

0 M. Rossi. Con la testa sottosopra dopo essere stato interrogato dagli inquirenti di Bari combina un patatrac, firmando, con un autogol, la resa interna del Cesena.

Giorgio Bicocchi

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