Con Fausto Criscuolo la storia del nostro tennis
Nei top tra gli ex giocatori, da anni fa crescere i giovani allo Junior Club «Qualche rimpianto per la carriera c’è, ma fare il maestro è la mia vita»
di Riccardo Ferretti
LIVORNO
Dici Fausto e tutti pensano allo Junior Club, scrivi Criscuolo e parli di uno dei cinque migliori giocatori livornesi di tutti i tempi. Sì perché Fausto Criscuolo è una leggenda del tennis di casa nostra ed è l'emblema del club di Via dei Pensieri dove ormai da trenta anni svolge il ruolo di maestro.
Fausto iniziamo da quando eri da Under il miglior prodotto insieme a Cancellotti del tennis italiano.
«Parliamo di qualche annetto fa... Dalla metà alla fine degli anni settanta. In quegli anni i giocatori migliori eravamo io, Luca Bottazzi, Omar Urbinati e Francesco Cancellotti. Già a 14 anni mi misi in mostra con la finale ai campionati italiani. Risultato che ho ripetuto a 16 e 18 anni. A 18 vinsi anche il titolo di doppio maschile e misto».
Cancellotti è diventato top 30, tu hai subito intrapreso la carriera di maestro. Rimpianti?
«Sì qualche rimpianto ce l'ho, è evidente. Anche se io ho iniziato a fare a 20 anni il maestro perché mi piaceva»
Allora giocavi con la racchetta di legno... E il tuo gioco sopraffino veniva ancor di più esaltato.
«Esatto. Anche perché con la racchetta di legno la velocità di palla rispetto ad ora era notevolmente inferiore quindi avevo più possibilità di esprimere al massimo i miei colpi migliori che erano il back di rovescio, la palla corta e l'attacco a rete».
Sei stato numero 25 delle classifiche nazionali, a livello di Serie B per anni tra i migliori tre...
«Sì ,sono passato A nel momento in cui ho vinto nell'88 i campionati italiani di B. In quei 4/5 anni effettivamente ero tra i primi della seconda categoria grazie anche alla semifinale dell'84 e alla finale dell'87. L'avversario più ostico era Stefano Toti».
La partita più bella che hai giocato e la tua soddisfazione più grande.
«Sicuramente l'aver vinto a 26 anni un campionato individuale è stata la soddisfazione maggiore, il coronamento di una lunga carriera. Sullo stesso piano va la vittoria a 18 anni del Trofeo Principe a Firenze».
C'e' una persona alla quale vuoi dire grazie?
«Concedimene quattro. I miei genitori, il maestro Antonio Romeo e il dottor Mario Giacomelli».
Chi è che della nostra generazione non conosce il maestro Romeo. Un vero mito
«Io ho iniziato a giocare allo Junior col mio zio Aurelio. Poi sono passato a Villa Lloyd dal maestro Romeo. Erano gli anni che lui allenava ragazzi forti come Susanna Paoletti, Daniela Dazzi e i fratelli Asei. Credo che Romeo dal punto di vista umano fosse unico,a livello tecnico ultra preparato... quello che riusciva a trasmettere a tutti noi era la voglia di stare in campo....impareggiabile.
Hai citato il Dottor Giacomelli. In quegli anni costruì una squadra di serie B che sfiorò addirittura lo scudetto.
«Che appassionato. Grazie a lui allo Junior si poteva ammirare grande tennis. Avevamo un seguito di tifosi incredibile. E noi eravamo la loro squadra del cuore. Un anno con il mio grande amico Alessandro Ferretti, con Graziano Risi e con Walter Bertini arrivammo secondi, senza perdere prima della finale neanche una partita. E poi altri ottimi piazzamenti. Che tempi...».
Forse la tua soddisfazione più grande da maestro è quella di aver portato anni fa un gruppo di tenniste giovanissime a buoni livelli. E che continuano ad essere il traino del movimento agonistico.
«E’ vero. Ho un bel gruppo di ragazze che mi sono tirato su e che continuano ad essere da stimolo per i giovanissimi di ora. Su tutte cito Camilla Cellieri, Lisa Tognetti e Giulia Dell'Agnello».
E poi la crescita tennistica di Mirea Signorini.
«Sì, Mirea è la nostra punta di diamante. Classe 95, quest'anno e' passata da 3/1 a 2/6, il segno che i risultati sono la logica conseguenza dei grandi progressi fatti).
Con Dario Morelli e Silvia Merlini, tuoi preziosi collaboratori, l'attenzione è rivolta molto sui giovanissimi.
«Certamente, pensiamo molto alle speranze del futuro.Abbiamo una buona scuola specialmente tra gli under 10. Martino Crocetti, Lisa Morfini,Eleonora Apolloni sono le nostre gemme. Tra gli Under 14 voglio ricordare Tommaso Bini, Niccolò Talini, Alberto Fiorentini, Lorenzo Apolloni, Zeno Pasquinelli, Giovanni Cenerini, Luigi Basoni, Daniele Bracaloni e Gregorio Cordoni».
Per quale motivo un bambino che inizia a giocare a tennis dovrebbe venire allo Junior Club?
«Un bambino che inizia uno sport deve trovare nell'ambiente la serenità, gli stimoli e il giusto rapporto con gli insegnanti. Che sia calcio, basket o tennis, che vada a Banditella, a Villa Lloyd, alla Libertas o allo Junior».
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