Italia
Zlatan e Di Natale, giocate da marziani
Iil portiere di scorta Pegolo si ritaglia un posto in copertina, Marino e Arrigoni allenatori-flop. E quel Mazzoleni...
di Giorgio Bicocchi
10 Ibrahimovic. Semplicemente la luce. Assenze in tutti i reparti, un primo tempo così così. Ci voleva il repertorio di Ibra per espugnare Novara, tenendosi al mozzo della Juve. Primo gol di potenza, secondo d'astuzia. Il re è sempre lui.
9 Di Natale. Un gol da cineteca, al volo, il 14.o sigillo di un'altra stagione da favola. Braccio armato di una squadra che non molla di un centimetro, terza da sola, con la suggestione, sabato notte, di battere a domicilio la Juve, infliggendole la prima sconfitta in campionato. Totò è sempre Totò: la leggenda del Friuli.
8 Mutti. Navigato nocchiero, festeggia il primo squillo del 2012. Dopo gli stop contro Napoli e Chievo i rosanero straripano. Il tecnico collauda nuovi schemi e i risultati si vedono. Zona salvezza a nove punti, dunque un buonissimo solco. L'esperienza conta.
7 Pegolo. Portiere di scorta, si era tramutato in Superman per deviare il rigore di Cavani. Deve inchinarsi al colpo di testa imperioso di Pandev ma se il Siena non perde il merito è tutto suo. Dominatore sui palloni bassi, è strepitoso, ad un giro di lancette dalla fine, sulla percussione di Pandev.
6 Totti. 211 volte gol con la Roma, il record è servito. Il capitano ha scacciato il letargo: fa una doppietta dimostrando pure eccellente condizione fisica. Passano gli anni ma la sua valenza è sempre altissima.
5 Mazzarri. Troppo pochi 29 punti a fine girone di andata per il Napoli, sempre in difficoltà con le squadre medio-basse del torneo. Un difetto che il tecnico non è ancora riuscito a eliminare.
4 Marino. Tre partite sulla panchina del Genoa, dieci reti subite: qualcosa decisamente non va. Meccanismi difensivi da perfezionare. Ieri, a Palermo, tre gol su cinque incassati di testa. E' sulla retroguardia che il tecnico dovrà lavorare alacremente per cercare di condurre il Genoa tra le prime otto del campionato.
3 Atalanta. Cosa sta accadendo? Terzo 0 a 2 di fila in campionato, la classifica che diventa scivolosa. Squadra distratta dal secondo filone dell'inchiesta delle scommesse? Un naturale calo fisico dopo il folgorante inizio di stagione? Tutte le ipotesi sono plausibili. Ma adesso serve la sterzata per non scivolare ancora più giù.
2 arbitro Mazzoleni. Vede bene ma non concede al Chievo il rigore della vittoria.
1 Campagnolo. Armero si avvicina ma lui non esce, concedendogli l'angolo opposto per piazzare la palla in rete.
0 Arrigoni. Ha accusato la squadra ma quando un gruppo incassa tre reti nei primi nove minuti di gara - come accaduto all'Olimpico al Cesena - le colpe vanno ascritte soprattutto al tecnico, incapace di infondere la giusta tensione. Preoccupano i soventi crolli esterni: occorrerà qualche blitz a sorpresa per cercare una (difficile) salvezza.
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