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«Mi rigioco il mondiale e poi vado in pensione»
L’ex cittì viareggino: mai più con le squadre di club, ho rifiutato tante offerte Aspetto proposte serie da una Nazionale, anche se è in Asia ci vado...
MILANO
Marcello Lippi non allenerà mai più una squadra di club. A dichiararlo è stato lo stesso ex commissario tecnico viareggino, a margine di una sua lezione al Master Universitario in Sport Management, marketing e sociology all’Università Bicocca di Milano. «Ho ricevuto tante proposte, però ho deciso di rifiutare quelle provenienti da squadre di club. Aspetto che arrivi un’offerta da una nazionale che mi piaccia per poter fare un’ultima esperienza in panchina e poi riposarmi - ha spiegato -. L’Italia ovviamente no, visto che l’ho già gestita due volte, accetterei invece l’offerta di una nazionale ambiziosa e che abbia un progetto serio. L’ideale sarebbe avere due anni di tempo per preparare il Mondiale. Europea? Anche Asia, non ha importanza, contano solo il progetto e le ambizioni».
I colleghi. Conte, Allegri, Ranieri e Luis Enrique. Lippi esalta le doti dei colleghi che attualmente si stanno contendendo il campionato italiano. «Conte, Allegri e Ranieri sono tre allenatori di qualità e sono convinto che alla fine, per lo scudetto, avrà la meglio uno dei tre. Ma in questa prima metà di campionato l’allenatore che mi è piaciuto più di tutti è stato Luis Enrique. Mi piace lui e mi è piaciuta tanto anche la società che giustamente, con un presidente nuovo, dirigenti nuovi, giocatori nuovi e una filosofia di gioco nuova, ha lasciato il tempo all’allenatore, anche lui nuovo, di poter dare la propria impronta alla squadra. Infatti era impensabile che filasse tutto liscio dall’inizio. Lo hanno accompagnato, lo hanno difeso, lo hanno protetto, gli sono stati accanto, molto probabilmente perchè questa persona se lo meritava. Mi piace molto come sta lavorando, come si esprime e come gioca la sua squadra«. Una parola anche su Conte, che in molti hanno indicato come l’allievo prediletto di Lippi: «Molto spesso è stata accostata la Juve di Antonio alla Juve mia. In realtà la Juventus ha sempre avuto la caratteristica di essere una squadra tosta, grintosa, che non molla mai. Però il fatto che lui sia stato un mio giocatore ha creato questo accostamento. Antonio sta lavorando benissimo soprattutto dal punto di vista psicologico. La squadra non vedeva l’ora di lavorare con queste sensazioni. Ma sarebbe diminutivo ridurre tutto al fatto psicologico perchè la squadra ha la sua chiara fisionomia di gioco, l’equilibrio giusto tra i diversi giocatori e sta giocando molto bene».
Scudetto. Milan, Juve… ma anche Inter. Secondo Lippi anche la squadra di Ranieri potrà dire la sua fino alla fine nella corsa al tricolore. «A questo punto penso che tutto sia possibile. Era difficile ipotizzare una rimonta dell’Inter e invece i ragazzi sono stati molto bravi, così come l’allenatore che ha puntato su un gruppo che dava ampie garanzie, ha compattato la squadra e l’ha aiutata a ritrovare certi presupposti e le vittorie. Queste grandi squadre sono sempre capaci di fare cinque o sei vittorie consecutive e di rientrare».
I suoi ragazzi. Sul contratto di De Rossi l’ex ct della Nazionale si è detto speranzoso in un accordo con la Roma: «Da tifoso italiano e da simpatizzante e grande sostenitore di Daniele, che ne sono certo ci terrebbe tantissimo, mi auguro che rimanga a Roma. L’unica cosa che mi fa un pochino pensare, è che la trattativa sta andando troppo per le lunghe. Del Piero? Mi spiace non abbia rinnovato con Juventus, ma ci sono progetti personali e societari che non combaciavano. Di sicuro lui non smetterà di giocare, però non ho la più pallida idea di dove finirà». Di certo, almeno nell’immediato, non lo vedrei come allenatore perchè a lui piace troppo giocare. Ci sono dei giocatori come Alex o come lo stesso Totti, che non hanno mai parlato di cosa faranno quando smetteranno di giocare perchè loro si sentono calciatori e vogliono solo giocare».E a proposito di persone che vorrebbero a tutti i costi tornare a giocare, Lippi non si dimentica di Rino Gattuso: «Al Milan ci sono tanti grandi calciatori, da Ibrahimovic a Thiago Silva, ma chissà che magari quest’anno, dopo aver tirato la volata lui ai suoi compagni per tutti questi anni, non sia lui il giocatore decisivo per i rossoneri nel finale di stagione. Me lo auguro perché lui, anche se non ha i piedi buoni come altri, è un fuoriclasse dentro e fuori dal campo e ha vinto tanto quanto i campioni con cui ha giocato«.
Tormentone. Lippi ha parlato anche del caso del mercato invernale, quello legato al nome di Carlitos Tevez. oggetto del desiderio di Milan e Inter. «Non so se Tevez arriverà in Italia oppure no. Sono valutazioni che tante squadre fanno, salvo poi dover fare i conti con le casse e con i portafogli, ma non so se possa servire di più al Milan, piuttosto che all’Inter o al Paris Saint Germain. Ho l’impressione però che sia più facile che vada in una squadra straniera».
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