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I tifosi all’attacco «Presidente ora basta, ceda senza giochetti»

I tifosi all’attacco «Presidente ora basta, ceda senza giochetti»

Dai tifosi del sito AlèLivorno.it riceviamo e pubblichiamo questo intervento. Il ciclo di Aldo Spinelli alla presidenza del Livorno è stato il più importante dal dopoguerra. Sarebbe sciocco non...

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Dai tifosi del sito AlèLivorno.it riceviamo e pubblichiamo questo intervento.

Il ciclo di Aldo Spinelli alla presidenza del Livorno è stato il più importante dal dopoguerra. Sarebbe sciocco non riconoscerlo, come lo sarebbe non ricordare che in questi anni ci siamo anche davvero divertiti. Sicuramente, per come si erano messe le cose qualche anno fa, c'erano le condizioni tecniche ed economiche per un ciclo ancora migliore. I tifosi genoani esprimono parole simili quando parlano del periodo della presidenza Spinelli e su questo ognuno, dai tifosi agli addetti ai lavori, può fare le proprie valutazioni.

Questo ciclo è finito. Perché è cambiata l'economia del calcio, perché l'attuale struttura del Livorno è completamente inadatta ad affrontarla e perché lo stesso Spinelli ha mostrato, più volte, desiderio di lasciare. Soprattutto, ed è quello che ci preme, si tratta di un ciclo che finisce in una situazione inedita, anche questa, dal dopoguerra. Con il Livorno sostanzialmente abbandondato dai suoi tifosi allo stadio, con un disinteresse del pubblico rispetto alla squadra che non è solo frutto delle leggi Maroni, un flop storico, o del cambiamento di abitudini dovuto alle pay tv. Quella che mettiamo all'indice è la politica della società verso i tifosi, e più in generale verso il ruolo sociale del calcio per la città, che è stata gravemente deficitaria. Nel calcio attuale il pubblico, che è essenziale non solo per la cornice ma anche per il ritorno di investimenti, va saputo coltivare. Il fatto che la società si sia ampiamente disinteressata del problema è ancor più grave nel momento in cui Livorno è scossa da una grave crisi sociale ed economica.

Il risultato è che si è privata la città di un importante momento di aggregazione sociale ed identitario in uno dei suoi peggiori momenti storici.

Per questo motivo, per ricostruire il legame sociale attorno al calcio come risorsa per la città, chiediamo che Spinelli ceda subito la presidenza del Livorno. Gli acquirenti ci sono, e il gruppo Spinelli non avrà, fortunatamente, ripercussioni se venderà ad un prezzo di realizzo inferiore rispetto a quanto preventivato. Sappiamo che le trattative hanno i loro tempi ma Spinelli deve sapere anche lui una cosa: non vogliamo che sia più il presidente del Livorno né vogliamo vedere, per la stagione 2012-2013, un'armata Brancaleone con la maglia amaranto assemblata con il solo criterio delle plusvalenze e della gestione dei cartellini. Il calcio oggi rende se rappresenta un equilibrio tra profitti e partecipazione del pubblico. La retorica dei bilanci in ordine, giustificazione di un profitto a breve e senza investimenti, produce la situazione attuale. Infatti, non ci sono né pubblico né profitti né soldi da investire.

Invitiamo quindi gli acquirenti interessati, e tutta la città, a vigilare e a premere sulla presidenza per evitare un serio rischio di smantellamento del patrimonio sportivo della squadra e della società. In questo senso la mancata iscrizione al Viareggio rappresenta un serio segnale in quella direzione proprio quando si proclama la politica dei giovani.

A tutela del patrimonio storico della gloriosa Unione Sportiva Livorno, della dignità e dei diritti del pubblico livornese, come dell'aggregazione sociale attorno al calcio in città, ci riserviamo quindi di indire un'assemblea cittadina dove discutere le opportune forme di pressione per porre fine al ciclo Spinelli. Ciclo che non ha bisogno di accanimenti terapeutici ma di una ormai naturale conclusione.

I tifosi di AlèLivorno

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