Spinelli alza il tiro: «Servono almeno 5 milioni»
Il rincaro dovuto a stipendi, contributi, Irpef e gestione. «Aspetto una chiamata ma c’è bisogno di soldi veri»
Ha trascorso qualche giorno in modo poco usuale per le sue abitudini: defilato, nell'ombra. Ieri, però il presidente Spinelli è tornato a parlare e ha usato parole destinate ad agitare le acque sul fronte della eventuale cessione della società. E' sereno “Sciu Aldo”. E lo di capisce dal tono di voce che è squillante come nei giorni migliori.
Presidente, attorno alla vicenda è calato il silenzio. Siamo su un binario morto?
«Non lo so. Di sicuro c'è un fatto: qui non si vede e non si sente nessuno da giorni. I possibili acquirenti sono tutti spariti. L'unico appuntamento che ho in agenda è con quelli della Ifigest, venerdì. Poi il nulla».
Secondo lei perché c'è stato questo raffreddamento?
«Per me si sono tutti spaventati. Mantenere una società di calcio è impresa particolarmente onerosa e pesante. A certi livelli non è possibile tirare avanti con pochi spiccioli. Ci vogliono i soldi, quelli veri altro che».
Si riferisce ai famosi costi di gestione da febbraio a giugno.
«Mah. Non solo. Intanto io ho pagato gli stipendi, i contributi e l'Irpef e allora il discorso fatto all'inizio di questa storia non va mica più bene».
Ma non aveva detto che il Livorno era gratis? Ora chi subentra dovrebbe rimborsarle anche queste spese?
«Perché no? Oltre a queste uscite ci anche sono i quattro milioni di gestione della parte finale della stagione. Chi entra non deve mica pensare di ripianare tutto con la cessione dei calciatori. Ad esempio c'è una società di serie A che ci ha chiesto un giocatore, ma mica lo do via per recuperare ciò che ho sborsato. Di chi si tratta? Niente nome altrimenti si monta la testa e si demotiva».
E se la cessione della società andasse in fumo?
«Guardi. Stavolta voglio vendere davvero. Devo assolutamente trovare qualcuno che si prenda l'onere e l'onore di guidare il Livorno».
Sì, d'accordo, ma adesso lei chiede cifre importanti. E se salta tutto?Ripristina il programma triennale?
«No. Non è possibile. Ormai non torno più indietro. La decisione di disimpegnarmi l'ho presa e non è più reversibile. Basta trovare gente seria e l'affare è fatto. Nel calcio come nella vita è importante cambiare. Se arriva un nuovo proprietario vedrete che ai tifosi tornerà l'entusiasmo e la voglia di seguire la squadra. Lo auguro a me e al Livorno. Adesso però una domanda la faccio io a lei. Ma a Mian interessa realmente il Livorno?»
Dovrebbe chiederlo a lui…
«Sa perché lei dico questo? Mian ha tanti soldi e insieme a Galante è un interlocutore serio. Però mi risulta che per il momento abbia garantito una cifra modica: dai sessanta ai centomila euro. Vediamo...».
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