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Vangi replica a Bani: «Solo tu dopato, perché?»
L’ex presidente dell’Ambra Cavallini risponde al giovane corridore dopo l’intervista al nostro giornale
LIVORNO
L’intervista che ci ha rilasciato Eugenio Bani, il giovane corridore squalificato per doping, e pubblicata sul nostro giornale venerdì scorso, ha suscitato le reazioni di Fabrizio Vangi, all’epoca presidente dell’Ambra Cavallini, la squadra per cui correva Bani. Vangi, che a suo dire era il massimo dirigente della società in quanto sponsor ma non aveva mansioni operative, ha detto che all’Ambra «nessuno ha mai dopato un ragazzo e la conferma arriva dal fatto che la sentenza della Procura federale della Federciclismo parla di eccesso di medicalizzazione. Cosa vuol dire questo? Che ai ragazzi venivano date vitamine e integratori. Punto. Per qualcuno questa può essere una cosa eticamente discutibile ma per il nostro medico invece andava bene,la riteneva utile per i nostri atleti».
Vangi invita poi Bani a smetterla di parlare di queste cose che non corrispondono a verità aggiungendo: «Ci spieghi, invece, perché lui è stato trovato positivo a un ormone, la gonodotropina carionica, durante un controllo ai campionati italiani Juniores mentre il giorno prima il suo compagno di squadra Mirko Trosino, sottoposto agli stessi esami, è risultato pulito. Se facevamo doping di massa, doping di squadra anche Trosino doveva risultare positivo, o no?».
Vangi ricorda anche che l’Ambra Cavallini era una squadra all’avanguardia tra gli Juniores e che ha tirato fuori tanti ragazzi poi passati professionisti come Ulissi, Magazzini e Appollonio e «non mi risulta che siano incappati in storie di doping». In riferimento al fatto che, secondo Bani, ci sia ora in allestimento una nuova squadra con gli stessi dirigenti, Vangi conclude: «Sono di Calenzano che è il mio paese e faccio lo sponsor della storica società Fosco Bessi dal 2002. Nessuno di quei dirigenti dell’Ambra è alla Fosco Bessi. Bani si rassereni e pensi ad altro».
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