Anche il Sassuolo diventa un macigno
dal nostro inviato Alessandro Bernini
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A PICCO. La delusione di Filkor è limmagine del Livorno a sinistra: il rigore di Dionisi e quello di Sansone Amaranto in vantaggio su rigore, poi l'uno-due emiliano e la solita espulsione
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MODENA. La lunga notte non è finita. Ripiombiamo nel buio alle alle 16.38, quando Sansone (obiettivo mancato del mercato...) segna dal dischetto il 2-1 che uccide definitivamente le illusioni del Livorno. Illusioni cullate a lungo dopo il vantaggio di Dionisi e un'ora di partita giocata discretamente. Poi il solito menù: svarione in difesa (stavolta colpa di Lambrughi), espulsione (stavolta Genevier) e sconfitta. È il quarto ko consecutivo, con la zona playout che ora ci salta addosso. Novellino resta. Ma l'ennesimo tonfo di una squadra in crisi non risveglia gli istinti bellicosi di Aldo Spinelli. Lui, abituato a mangiarsi gli allenatori in casi molto meno gravi, stavolta concede lunga vita a Novellino e lo conferma sulla panchina. Oddio, lunga vita forse è una parola grossa. Monzon resta fino allo scontro di venerdì prossimo contro il Brescia: poi o vince o fa le valigie. In questa ottica sono già partiti i primi contatti con Bortolo Mutti e Franco Lerda per verificare la loro eventuale disponibilità. Se rispondono "no grazie" diventa un bel guaio perché in giro (con tutto il rispetto per chi è disoccupato) ci sono rimaste davvero le briciole. Cinque e mezzo. Che poi non sarebbe neanche stata la peggior partita del Livorno. Diciamo da cinque e mezzo in pagella, o sei meno se vogliamo esser buoni. Discreta sotto il profilo dell'impegno, positiva a livello tattico per un'ora, condizionata però dalla solita espulsione che ormai sta trasformando questo campionato del Livorno in un mezzo calvario. Colpisci e addormenta. Tra l'altro a livello tattico la partita non poteva svilupparsi in modo migliore. Soprattutto se ti schieri con un 3-5-2 che in realtà è un 5-3-2, visto che Salviato e Pieri nascono terzini. Il gol all'11' era stato una furbata di Dionisi che, da posizione defilata, con corpo e pallone rivolti dalla parte opposta rispetto alla porta, aveva aspettato il tocco (stupido) di Terranova (l'ex). Rigore netto, palla nell'angolino destro e 1-0. A quel punto il Livorno ha addormentato la partita. Qualche falletto in mezzo al campo, un po' di perdite di tempo, gioco sempre ragionato. E il Sassuolo, che a livello di velocità aveva una marcia in più, è rimasto imbottigliato nel traffico. Per la verità i nero-verdi hanno anche avuto le chance per pareggiare, ma Salviato e Bardi (due volte) hanno evitato il peggio. Tre minuti maledetti. Ma il peggio doveva ancora arrivare. Tra il 16' e il 19' della ripresa il Livorno è passato dal sogno al terrore. Pea aveva appena ridisegnato il suo Sassuolo col 4-3-3 inserendo Boakye al posto di Bianchi, quando Lambrughi si è messo a cucinare una frittata in area, sbagliando prima il rinvio e poi la chiusura. Risultato: tocco da due passi di Sansone e 1-1. Non solo, 3' dopo Genevier con una entrata in scivolata (che fanno rima con sciagurata) rimediava il secondo rosso. Buonanotte ai suonatori. Prima "san traversa" salvava Bardi su sventola di Boakye, poi però un fallo di Miglionico in piena area e il penalty segnato da Sansone, mettevano la parola fine al match. In 10 contro 11 ci restava solo il calvario fino al 90'. Ora col Brescia si gioca tanto il Livorno e tutto Novellino.
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