Il Tirreno

Livorno

Spinelli che non ti aspetti

<b>FIDUCIA. </b>Aldo Spinelli
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FIDUCIA. Aldo Spinelli

Arriva al Coni e regala ottimismo a squadra e Novellino

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 LIVORNO. Chi si rivede, Aldo Spinelli. Approfitta della giornata di festa anche nel "suo" porto di Genova e si presenta di buonora al Centro Coni di Tirrenia insieme al suo amico fidato Silvano Siri.  Ma c'è una sorpresa. Ti aspetti un presidente nero come la pece, inquieto, forse infuriato sia contro la squadra che contro Novellino. Macchè. È uno Spinelli sorridente, docile, che raccoglie i giocatori dentro lo spogliatoio e regala loro più di uno zuccherino. Il concetto delle sue parole è semplice ma chiaro: «Ragazzi, mi raccomando, io ho tanta in fiducia in voi. Ma dovete scendere in campo sereni, convinti dei vostri mezzi. E cercate di non essere nervosi in campo». Un riferimento chiaro alle ultime espulsioni, quella di Lambrughi contro il Torino e soprattutto quelle di Schiattarella (che è stato multato) e di Knezevic contro il Verona.  Insomma, Spinelli ha teso la mano alla squadra. E forse è giusto così. La sfuriata nello spogliatoio di Modena non produsse effetti positivi: questo è un gruppo giovane, con voglia di fare, ma il livello di personalità non sembra così alto da reggere il clima di tensione e di scontro. Insomma, per come è stato costruito, questo è un Livorno che ha più bisogno della carota che del bastone. Poi è chiaro: in campo bisogna anche correre, sudare, lottare, e meritarsi la carota.  Spinelli ha avuto anche un colloquio con Walter Novellino. Gli ha ribadito la fiducia, gli ha detto di restare sereno. Un colloquio col sorriso. Però è chiaro che siamo a un bivio e questo lo sanno bene entrambi. Le prossime due partite saranno decisive, quella col Brescia ancora di più di quella di sabato a Sassuolo. Perché a Sassuolo potrebbe pure starci di perdere, anche se poi bisogna sempre vedere il modo in cui si perde. (a.b.)

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