Sorrisi, autografi e groppo in gola. Bardi: «Questi bambini ci insegnano i veri valori»
La vittoria fuori dal campo
Dario Serpan
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SOLIDARIETÀ. I giocatori con alcuni ragazzi della Stella Maris Visita molto toccante dei giocatori alla Stella Maris
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LIVORNO. Mettiamo da parte il momento no della squadra. In questo spazio parliamo d'altro, ossia del valore dello sport nella crescita dell'individuo, perché chi è sano come un pesce e per questo fortunato sia d'esempio a chi, pochi metri oltre il campo del Coni, deve affrontare disturbi e patologie di ordine mentale. Ieri mattina, quattro giocatori del Livorno, guidati dall'addetto stampa Paolo Nacarlo, hanno fatto visita alla Stella Maris, centro rivolto alla Neuropsichiatria dell'Infanzia e dell'Adolescenza sito a Calambrone. E' stata un'esperienza di quelle che ti aiutano a crescere e capire, soprattutto se la tua età gira intorno ai 20 anni, come è il caso di Francesco Bardi, Antonio Piccolo, Pasquale Schiattarella e Lorenzo Remedi: sono i 4 della delegazione amaranto che ha visitato i reparti della struttura. «Da un'idea di Alfonso De Lucia - introduce Nacarlo - è nato il contatto con questa fondazione perché la nostra visita andasse in porto e adesso siamo felici di essere qui, consapevoli di incontrare bambini e ragazzi che vivono una realtà molto particolare». Tra questi ci sono Andrea, Niccolò, Filippo e Raffaello: loro accolgono all'ingresso la comitiva amaranto e poi fanno a gara per farsi firmare autografi, mentre Niccolò memorizza i nomi dei giocatori e ci tiene a dir loro da dove viene. Il presidente Giuliano Maffei, coadiuvato dal direttore generale Roberto Cutajar e dalla dottoressa Chiara Bernardi, introduce la mission della struttura: «Questa è una riserva di scienza, amore e ossigeno. Il nostro lavoro è rivolto all'uomo nel suo complesso, perché qui si studia la mente umana. La vostra visita rientra nel progetto "Conosci te stesso", che ci porta ad accogliere qui sportivi e artisti, i quali pensano di venire qui a portare, e invece ricevono». Il personale della Stella Maris guida dunque i giocatori amaranto nei reparti di terapie intensive per i bambini di fascia pre-elementare, al dipartimento di neuroscienze dell'età evolutiva e nel reparto di biologia genetica. Nozioni e lezioni di vita e speranza, mentre i giovani amaranto firmano autografi, scattano foto e regalano gadget, scambiano sorrisi e rispondono alle domande. Del tipo: cosa significa lo sport nella vostra crescita? «A me ha fatto crescere molto più in fretta - risponde Schiattarella - perché io ho lasciato casa a 13 anni per inseguire il mio obiettivo di arrivare più in alto possibile nel calcio, e non bisogna mai mollare». Neanche dopo i fischi che ricevete?, chiede una dottoressa: «Ognuno reagisce in modo diverso, ma c'è sempre la voglia di dimostrare che siamo all'altezza di quanto ci viene chiesto. Io vorrei segnare il gol che sabato ci darà la vittoria per dedicarlo a voi». Magari, ma come dice Bardi «la nostra vittoria oggi è il sorriso di questi bambini che ci insegnano il vero valore della vita, a noi che siamo più fortunati». Giusto Francesco, adesso torna al campo, dove c'è tutto un altro mondo, a pochi metri di distanza.
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