«A gennaio non compro nessuno»
Fabrizio Pucci
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NERVOSO. Aldo Spinelli e sotto Walter Novellino Aldo Spinelli: sto rimettendo due milioni al mese...
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LIVORNO. Un'altra domenica intrisa di fiele trascorsa a rimuginare su una sconfitta casalinga sanguinosa. E ora la classifica fa paura. In questi ultimi dieci anni non siamo mai stati con in basso. E poi ci mancava pure l'umiliazione firmata Mandorlini con il contorno del carnevale nero dei veronesi (che di gialloblù hanno solo i colori sociali) per completare un quadro a tinte fosche. Derisi e frustrati dall'avversario più antipatico e per giunta nel nostro stadio, quello dove ai tempi di Protti e Jaconi, nessuno pensava neanche lontanamente di alzare la voce. Questo tre dicembre è quasi peggiore di quello di 33 anni fa quando il Pisa espugnò l'Ardenza con rete di Barbana. Se non altro a quei tempi c'era quel senso di appartenenza che oggi è stato smarrito. In un contesto così triste e nebuloso arriva la presa di posizione ufficiale della società. Ieri Aldo Spinelli, era operativo di buon mattino, evidentemente dopo aver trascorso una notte insonne. Situazione grave. La voce del pres non promette nulla di buono. Il timbro è cupo come si conviene in un momento difficile come questo. Dopo i convenevoli va dritto al cuore del problema: «Sono molto preoccupato. Purtroppo dobbiamo iniziare a guardarci alle spalle. Altro che parlare di playoff, qui bisogna rapidamente cambiare rotta altrimenti ci ritroviamo davvero male». Evaporato anche il proverbiale ottimismo del patron, c'è davvero da chiedersi quanto sia lungo il tunnel della crisi. Il summit. Non è più il momento di tergiversare. Vista dalla tribuna, la squadra pare sfiduciata: prende gli schiaffi e fatica a reagire. E soprattutto pare pure psicologicamente fragile. Solo così può essere spiegato il raptus di Schiattarella. Per Spinelli è arrivato il momento di convocare 'gli stati generali amaranto': «Domani mattina (oggi, ndr) - afferma deciso - alle 11 in punto nel mio ufficio mi vedrò con il direttore tecnico Perotti e il direttore sportivo Signorelli. Ho bisogno di capire che cosa sta succedendo. I miei due referenti hanno il polso della situazione. Loro gestiscono il rapporto con allenatore e gruppo. Voglio sapere se c'è qualche giocatore che non fa il suo dovere. Di sicuro dovremo liberarci di sette o otto elementi. Ma prima devo sentire Attilio e Elio». Panchina calda. Inevitabile affrontare la questione Novellino. Il tecnico irpino, nonostante il buon lavoro svolto, è un striscia negativa e giocoforza è in discussione: «La responsabilità della fase negativa è generale - dice Spinelli - e quindi non solo dell'allenatore. È chiaro, comunque, che sono tutti in discussione e che nessuno può essere sicuro del posto. E' scontato che con Signorelli e Perotti parlerò anche di Novellino. Ribadisco: prima voglio sentire loro. Poi chiaramente l'ultima parola spetta a me». Alla domanda sulle possibili alternative, Spinelli sfodera un dribbling alla Garrincha: «Devo prima parlare con i miei direttori. Dopo di che valuterò la questione allenatore». Niente acquisti. E' evidente, però che questa squadra abbia bisogno di rinforzi al gennaio onde evitare brutte sorprese a primavera, ma il presidente non la pensa così: «Intervenire sul mercato? Impossibile. Come ho detto dobbiamo pensare a smaltire sette o otto giocatori. Altrimenti non finiamo il campionato. Non posso mica rimettere due milioni di euro ogni due o tre mesi. Prima o poi mio figlio mi impedirà di spendere tutti questi soldi nel calcio». Cifra tecnica. Nonostante non si sia ancora toccato il fondo del pozzo in cui il Livorno è caduto, il presidente Spinelli è convinto che questa squadra abbia le potenzialità per trarsi d'impaccio a prescindere dalla scarsa propensione alla lotta nei quartieri bassi del campionato: «Guardi - ammette - secondo me la classifica è bugiarda. Abbiamo buoni giocatori. Anche quest'anno abbiamo speso molto per allestire un gruppo in grado di far bene e non possiamo stare a lungo nelle posizioni di rincalzo». Attenuanti generiche. Sciu Aldo, però, non se la sente di gettare completamente la croce addosso alla al gruppo perché qualche (pallida) giustificazione c'è: «Non riesco a capire i motivi per cui ci siamo ritrovati in questa situazione spiacevole e preoccupante. L'incontro di domani (questa mattina ndr) servirà proprio a questo. Però devo dire che non siamo neanche fortunati. Dall'inizio della stagione non mi ricordo un episodio fortunato". Poi Aldo Spinelli affonda il tackle nei confronti dei fischietti: «Inoltre - dice - voglio sottolineare come fino ad ora siamo stati massacrati dagli arbitri. Avete visto le ultime due partite, quelle con Torino e Verona? Al primo fallo i nostri giocatori vengono cacciati. Ricordate anche la partita con il Gubbio? Stessa musica e pareggio loro all'ultimo minuto. Insomma, non ne va una per il verso giusto».
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