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«Si può annullare, però...»

«Si può annullare, però...»

L'ex arbitro Cesari spiega la rete-fantasma di Barone

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 LIVORNO. Il gol segnato a Vicenza da Barone e annullato dall'arbitro Calvarese ha privato il Livorno di due punti in classifica e Walter Novellino, insieme a tanti tifosi di alcune ore di sonno nella notte tra venerdì e sabato. Per chiarire la vicenda ci siamo rivolti a un esperto: Graziano Cesari, ex arbitro internazionale e attualmente apprezzato moviolista.  Cesari, certamente ha visto le immagini del 'fattaccio'. Che idea si è fatto? E' possibile parlare di errore tecnico?  «No. Non c'è stato nessun errore tecnico per cui il Livorno non può presentare riserva scritta».  L'episodio, però, pare prestarsi a una sola lettura. Gol regolare. E' così?  «Devo fare una premessa e una precisazione. La premessa è che nel contatto tra Frison e Paulinho nessuno ha commesso fallo, quindi l'azione è proseguita regolarmente. E opportunamente Calvarese ha lasciato correre. La precisazione, o meglio, il distinguo è questo. Se dopo lo scontro tra il portiere e l'attaccante il pallone fosse immediatamente finito in porta non ci sarebbero stati dubbi. Il gol sarebbe stato convalidato. Il fatto è che la palla è schizzata dalla parte di Barone che da oltre trenta metri ha segnato con l'estremo difensore biancorosso ancora per terra».  D'accordo, ma questo che cosa significa? Il gioco non era stato interrotto...  «È vero. Probabilmente Calvarese ha pensato che la pericolosità dell'azione si fosse esaurita con la respinta di Frison. Quando però Barone ha segnato, credo che abbia doverosamente fermato il gioco perché a termini di regolamento nessuna squadra può giocare senza portiere. Per riprendere la partita il pallone doveva essere scodellato nel punto dal quale aveva calciato Barone. Al di là di questo, però, è chiaro che l'arbitro ha un margine di discrezionalità, dato dal suo buon senso».  Questo per evitare che i portieri restino a lungo a terra anche dopo contatti lievi per portare deliberatamente all'interruzione del gioco ed evitare per esempio un gol?  «Esattamente. Sta all'arbitro intuire se un portiere stia recitando o meno. D'altronde il ruolo di chi sta tra i pali è molto delicato. E' l'unico giocatore al quale viene prestato soccorso all'interno del terreno di gioco e non viene portato fuori in quella circostanza. Questo proprio per la regola che ho menzionato prima: non si può giocare senza portiere. Di sicuro il Livorno è stato molto sfortunato. Il caso occorso a Vicenza è molto raro e Calvarese sul momento ha preso una decisione negativa per gli amaranto».  Il Livorno si lamenta perché quello di Vicenza sarebbe il secondo torto dopo quello subìto all'Ardenza con la Nocerina. Dal suo punto di osservazione privilegiato che giudizio esprime sugli arbitri di serie B?  «Nell'ultimo turno di campionato ho viste alcune cose davvero imbarazzanti. Capita. Si tratta di arbitri molto giovani che provengono dalla Lega Pro e si trovano a dirigere partite di una categoria difficilissima come la serie B. Però, proprio perché sono giovani, vanno incoraggiati. A fronte di alcune situazioni difficili, però, vedo un paio di arbitri che dal mio punto di vista potrebbero già essere pronti per salire in serie A. I loro nomi? Si tratta di Ostinelli di Como e Massa di Imperia». (F.P.)

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