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Al quinto squillo risponde Dionisi
Fabrizio Pucci
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ESULTANZA. Il gesto della telefonata Il Livorno cresce coi suoi gol: è capocannoniere e ora prolunga il contratto
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LIVORNO. Federico Dionisi c'è. Come gli amici fidati, quelli che si fanno in quattro per aiutarti quando sei in difficoltà. In questo inizio di campionato il 24enne bomber di Rieti è andato oltre. Perché si è fatto in cinque. Anzi. Ha timbrato cinque volte il cartellino nelle prime sei giornate e con le sue prodezze è salito sul tetto della classifica cannonieri insieme a Cocco (Albinoleffe), Immobile (Pescara), Bertani (Sampdoria) e alla vecchia conoscenza Tavano. Segna sempre lui. Gli amaranto sono rimasti a bocca asciutta solo con Sampdoria e Nocerina. Nella altre quattro partite sono sempre andati a segno. E in quelle circostanze nel tabellino dei marcatori è comparso il nome di 'Dio'. Doppietta dal dischetto, con il ghiaccio nelle vene, al debutto a Crotone (trasformati i rigori del pareggio e della vittoria all'85'). Poi la gemma sul campo del Varese dove ha esibito la specialità della casa: conversione verso il centro, dribbling stretto e destro a girare con palla che va a morire sul palo più lontano. Infine il pertugio con cui ha risolto la mischia con la Juve Stabia e infine la rasoiata di Vicenza. Tutti gol voluti, mai banali nello stile di questo ragazzo che gli osservatori amaranto hanno pescato tre anni fa nel Celano in C2. La scossa. Quando una punta segna cinque gol in sei partite (l'anno scorso aveva toccato la stessa quota alla settima giornata) c'è solo da alzarsi in piedi e applaudire. Eppure Federico in questo periodo d'oro ha dovuto pure subìre un bel rimbrotto da Novellino. Una strigliata salutare e arrivata chiaramente a fin di bene. Nel dopo partita con la Nocerina, Monzon non gliela mandò a dire. All'uomo di Montemarano non era piaciuta l'interpretazione tattica della partita perché Dionisi è un attaccante di razza, ma deve pure sacrificarsi in fase difensiva. E questo non avvenne nell'infausta sfida ai molossi. Ma quello fu un acquazzone di fine estate. Sei giorni dopo, infatti, il reatino era di nuovo in sella a mimare la telefonata all'amico Roberto Ottaviani di Roma, esultanza che ha soppiantato quella del pieno di benzina. Già, perché Dionisi ha masticato anche il calcio delle categorie inferiori, quelle dai campi con l'alopecia. E se fai gol il benefit è un buono carburante. L'intesa. L'attacco amaranto è affidato ai piedi educati di Dionisi, ma anche a quelli di Paulinho. Il brasiliano è ancora a secco, solo per questione di sfortuna, ma a Vicenza da una sua intuizione è arrivato l'assist per il gol del capocannoniere. Quanto a caratteristiche i due sono simili, anche se Paulinho ha una velocità di base impressionante. La sensazione (piacevole) è che la coppia si integri alla perfezione e quei piedi di seta raramente vadano a calpestarsi. Non una grande notizia per le difese avversarie. Il tutto aspettando adesso che anche Paulinho possa alzare le braccia al cielo per festeggiare il suo primo gol. Il contratto. Federico Dionisi è legato al Livorno fino al 2013. Nelle ultime settimane, però, la società ha opportunamente avviato il lavori per il rinnovo del contratto del giocatore. Un gioiello così luccicante merita di essere blindato. L'idea è di prolungare l'accordo fino al 2016 con un ritocco dell'ingaggio e una clausola utile a motivare il giocatore, basata su vari bonus crescenti da corrispondergli a seconda del numero di gol realizzati. La trattativa, sebbene si trovi nella fase embrionale, sembra promettere bene e il nero su bianco non dovrebbe tardare.
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