Il Tirreno

Livorno

Una partita da maneggiare con cura

Renzo Marmugi
<b>ATTESO.</b> Paulinho
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ATTESO. Paulinho

Il Vicenza ha l'acqua alla gola, per gli amaranto è un altro esame di maturità

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 LIVORNO. Una partita da maneggiare con cura. Sesta giornata di serie B, e il calendario chiama gli amaranto a disputare l'anticipo di Vicenza, in uno stadio pieno di storia e di ricordi. Un incrocio pericoloso con un allenatore toscano, Silvio Baldini, due ex (il bomber Elvis Abbruscato in campo, quello in pensione Stefan Schwoch, oggi direttore sportivo biancorosso) e tante insidie. Il Vicenza che da undici anni consecutivi galleggia nel campionato cadetto infatti è messo male, appena un punto in cinque partite.  Squadra in ritiro punitivo da lunedì, panchina che traballa, problemi strutturali (manca un terzino destro di ruolo e un difensore centrale veloce in grado di arginare l'uno contro uno delle punte guizzanti) e C'è l'ex allenatore ancora libro paga fino a giugno, quel Rolando Maran che l'anno scorso di questi tempi aveva già collezionato 7 punti in 5 partite.  Silvio Baldini invece ha messo in tasca solo il misero pareggio di Ascoli (1-1, terza giornata) e quattro sconfitte. Alcune beffarde - vedi lo 0-1 col Torino al 93' - altre assurde, come il 4-2 di sabato scorso in quel derby a Cittadella che il Vicenza a dieci minuti dalla fine vinceva 2-1. Cose ai confini della realtà, anzi da fantascienza.  Il Livorno dunque si prepari a vivere una notte guerriera. Stasera sarà fondamentale avere un approccio deciso, duro, paziente. Farsi rinchiudere nella propria metà campo è un copione assolutamente da evitare perché un gol darebbe fiato al morale e all'autostima del Vicenza, mentre una partita tirata avanti sullo zero a zero non farebbe altro che aumentare il nervosismo degli uomini di Baldini, e di conseguenza del pubblico.  La ricetta, dunque, è coprirsi le spalle e ripartire sfruttando la velocità di Paulinho, i tagli di Dionisi, l'entusiasmo dei giovani. Walter Novellino la butta lì, ma forse un piccolo dubbio fra Remedi e il navigato Barone ce l'ha ancora. Alla fine però potrebbe dare fiducia agli undici che hanno matato la Juve Stabia attraverso una gara accorta, paziente, tatticamente lucida. Il Livorno è in crescita, sempre più consapevole della propria forza e deciso a tornare a casa dal Menti muovendo la classifica. I blitz di Crotone e Varese (due su due in trasferta) autorizzano a pensare positivo, ma i giocatori siano pronti a disputare una battaglia senza esclusione di colpi. E allora attenzione al quadrato, corsa, voglia di stringere i denti.  Nelle prime cinque giornate il Vicenza ha sempre subito almeno un gol, e gli amaranto nel formato esportazione sembrano poter dare il meglio del loro repertorio. Due circostanze da mettere alla riprova in questo anticipo della sesta giornata tutto da disinnescare, pericoloso come un pacco bomba. Il 4-1-4-1 che cambia in corsa è una polizza di assicurazione per la porta di Bardi e il rientro di Martin Miglionico come centrale difensivo al posto dell'acciaccato Knezevic (problemi a un tendine rotuleo) non toglie certo il sonno a Novellino.  Il Livorno, insomma, ha i mezzi per non farsi schiacciare da un Vicenza conficcato nel tunnel dell'ansia e forse frenato da una preparazione inadeguata, che vede i biancorossi perdere smalto e velocità dopo circa un'ora di gioco. Per questo gli amaranto dovranno coprirsi bene le spalle e aspettare il momento giusto per colpire. Il generale Novellino ha preparato la strategia, ai soldati amaranto il compito di metterla in pratica.

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