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Livorno

"Fede", una telefonata all'amico in difficoltà

<b>CALMA. </b>Dionisi consola Paulinho dopo una occasione sbagliata
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CALMA. Dionisi consola Paulinho dopo una occasione sbagliata

Dionisi spiega la dedica dopo il gol. E i giovani sono felici

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 LIVORNO. Quando parla tiene gli occhi bassi o si guarda intorno. E' un ragazzo-uomo, Francesco Bardi, classe 1992, il baby portiere dai modi gentili che a ogni partita si conferma sempre di più un predestinato sull'autostrada del successo. Gli fai i complimenti, chiedendogli qual è stato il suo intervento più difficile e lui svicola, parla un'altra lingua: «Sono contento per la vittoria della squadra, è questa la cosa che conta. Il primo successo in casa ci dà morale, a noi e al pubblico, è un segnale positivo per il futuro». La curva nord ha esposto un cartello "il ragazzo gioca bene: numero 33". «Fa piacere, ovvio, ma l'importante è che abbia vinto il Livorno...».  «Questo - prosegue Bardi - è un gruppo che può andare molto lontano, siamo una squadra che non molla mai. Il pubblico anche nel primo tempo non ha mai smesso di incitarci e io lo ringrazio. Poi dopo il gol ci Dionisi ci siamo sbloccati...».  Eccolo, il bomber di Rieti, al quale la curva ha dedicato il coro "Dionisi che fa gol, la nord esulta" quando è uscito dopo aver chiesto il cambio. «Non ci sono parole - dice - ma tanta soddisfazione. Qui sto bene e voglio dare ancora tanto per la maglia amaranto. La mia prestazione? Sicuramente non ho fatto una grande partita, durante il riscaldamento ho sentito un piccolo fastidio e questo mi ha un po' frenato. Per fortuna è arrivato il gol».  Festeggiato non con il solito segno del pieno di benzina, ma mimando una telefonata come a Varese. «Era una dedica per un mio amico romano, Roberto Ottaviani, che sta vivendo un momento personale difficile. Ci siamo sentiti due volte prima della partita e lui mi ha detto "tranquillo che segni". Ha avuto ragione e io l'ho voluto ringraziare. Paulinho non segna? Non è un problema, sappiamo il suo valore, la squadra lo aiuta e lo aspetta. Deve solo rimanere tranquillo».  Francesco Rampi è felice: «Vengo dalla serie D, sapevo che scalare tre categorie è difficile, ma non sono qui per guardare. Durante la settimana ce la metto sempre tutta e quando il mister mi dà una chance cerco di sfruttarla. Il salto in B? A livello fisico la durezza non cambia, ovviamente qui servono tecnica e tempi di esecuzione diversi. E grazie al pubblico per gli applausi quando sono uscito dal campo».  Mirko Bigazzi sottolinea la capacità della squadra di stare sempre al pezzo e ribadisce il suo orgoglio di giocare con la maglia del Livorno, mentre Lorenzo Remedi - un altro dei boys lanciati da Novellino - parla dell'importanza dei veterani nel Pil amaranto: «Ci fanno crescere e ci aiutano, nei momenti di difficoltà sono loro a prendere in mano la squadra. E noi giovani mettiamo l'entusiasmo». (R.M.)

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