Il Tirreno

Livorno

ARMANDO PICCHI

Tinucci «Una squadra che cresce»

Martina Parigi

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 LIVORNO. Il campionato del Picchi è cominciato tra le mura amiche, motivo in più per fare bene dimostrando alla città che la società nerazzurra in Promozione non c'è per caso. Eppure proprio tra le mura amiche, sul manto d' erba dove si preparano le battaglie più importanti, il Picchi ha firmato un mezzo passo falso, mettendo in cassaforte un un solo punto contro il Montelupo. «Ricordiamo che eravamo in dieci per l'espulsione di un mio uomo», precisa il tecnico Tinucci.  Ma le grandi squadre cadono ma subito si rialzano a testa ancora più alta, con la voglia di riscattarsi. Ecco perché il Picchi già da domenica prossima contro la Pecciolese, una delle favorite del campionato, vuole subito rimettersi in careggiata. «L'esordio non ci ha regalato i tre punti, va bene, ma ho visto la mia squadra in una buona condizione fisica, la palla girava con discreto ritmo. È chiaro, il cammino è lungo e tortuoso perché in questo campionato, molto equilibrato, partecipano squadre con grandi potenzialità. La prossima partita sarà un altro test importante contro una formazione che l'anno scorso è arrivata a disputare meritatamente i playoff».  Anche Simone Sireno che fa parte della muraglia difensiva del Picchi, rilascia qualche battuta: «Ho già lavorato con mister Tinucci quando ero negli Juniores, è un allenatore che sa il fatto suo. Ho fiducia in lui e se riusciamo a mettere in pratica quello che ci insegna in allenamento, possiamo tranquillamente raggiungere la salvezza. La nostra è una buona squadra ma manca un po' di esperienza. Con le partite che ci aspettano, fin dalla prossima domenica, ci faremo senza dubbio le ossa».  Nel volto del centrocampista Leandro Chimenti c'è dipinta una maggiore consapevolezza del valore del gruppo: «È un ottimo campionato ma non siamo inferiori a nessuno. E infatti ogni fine settimana scendiamo in campo con l'intenzione di conquistare punti col bel gioco. Per il mister è importante il gruppo, e in questa ottica noi ci affidiamo molto al nostro capitano che nel pre-partita ha il compito di caricare lo spogliatoio». Un impegno anche per se stesso, una sorta di sfida: «Quello che posso dire è che vivrò ogni incontro come se fosse una finale di Champions».

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