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Alla pari con la Samp, e forse meglio
Alessandro Bernini
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VIVACE. Dionisi cerca di liberarsi dalla marcatura del doriano Costa Il Livorno c'è, una bella conferma. E le vere occasioni sono state amaranto
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LIVORNO. È finita con tutto lo stadio in piedi. Quasi 9.000 persone ad applaudire, a gridare "vi vogliamo così". Perché il Livorno aveva appena conquistato non un punto, ma un puntone, con la maiuscola. Giocandosela alla pari (e qualcosa in più) contro i "fenomeni" della Sampdoria. Che carattere. Quei 9.000 erano venuti per scoprire il Livorno, per vedere il suo animo guerriero. E l'hanno trovato. Primo tempo di studio, secondo tempo d'assalto, come a Crotone. E la Samp ha sofferto come mai avrebbe immaginato. Davvero un bel Livorno. Degno della splendida cornice sulle tribune e soprattutto in una curva nord piena come un uovo, orgogliosa di cantare dal primo all'ultimo minuto per questo Livorno. Zero spazi. Il Livorno se l'è giocata come doveva. Senza colpi di tacco, senza ricami, senza niente di sterile. Solo sostanza. E così nel primo tempo il 4-2-3-1 di Novellino si trasformava quasi sempre in 4-5-1 in fase difensiva, con Bigazzi che ripiegava dietro per dare una mano a Perticone, Luci che arretrava sulla linea di Genevier e Barone, mentre uno tra Dell'Agnello e Dionisi aveva sempre l'obbligo di dare una mano in mezzo. Così la Samp nonostante il 3-5-2 non è riuscita a prendere la superiorità a centrocampo, dove Palombo e Obiang erano sempre circondati. Anche Bertani e soprattutto Maccarone si sono visti pochissimo, mentre dall'altra parte Dionisi e Dell'Agnello battagliavano per tenere un po' alta la squadra. Una battaglia tattica che come frutto ha dato zero gol e zero occasioni. La svolta. Novellino non è tipo che ama conservarsi i cambi. E fa bene. Così a inizio ripresa ha preso il Livorno e l'ha rivoltato: fuori Dell'Agnello e Bigazzi che avevano dato l'anima e anche di più, dentro Belingheri e il nuovo acquisto Siligardi. Il Livorno ha preso metri, ha trovato velocità sulle fasce e maggiore penetrazione dal centro con le sponde di Belingheri e gli inserimenti di Luci. Tant'è che Atzori per dare più sostanza ha messo dentro Piovaccari (per lo spento Maccarone) e Bentivoglio per fantasma-Semioli. Ma il Livorno nel giro di 4', tra il 12' e il 16', ha creato due occasioni clamorose. Sulla prima il tiro al volo di Dionisi (su splendida azione di Pieri) è finito di poco a lato, sulla seconda Siligardi non ha trovato la forza giusta per calciare il pallone a due passi da Da Costa. Poi intorno al 20' la Samp si è rialzata. Anche perché loro avevano giocato giovedì sera, il Livorno invece solo sabato sera: 48 ore che si sono fatte sentire. E la Samp ha sfiorato il gol al 35', con Lambrughi bravo a salvare sulla linea dopo un colpo di testa di Bentivoglio. Poi il Livorno si è ripreso, controllando sino alla fine. Tra gli applausi di uno stadio finalmente fiero.
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