Il Tirreno

Livorno

Il sogno: dalle Sorgenti all'Inter

F.P.
<b>NERAZZURRO. </b>Borriello
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NERAZZURRO. Borriello

Salvatore Borriello in nerazzurro, oggi gioca contro i big

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 LIVORNO. Un ragazzo delle Sorgenti alla corte di Massimo Moratti. E' la favola di Salvatore Borriello, 17 anni, difensore centrale che il Livorno ha ceduto in comproprietà all'Inter. Le generalità tradiscono origini napoletane. Babbo Ciro, che gestisce un'edicola in via Verdi, e mamma Cira sono di Torre del Greco e in Campania è nata anche la sorella Luigia. L'unico livornese di casa Borriello è proprio Salvatore che in questi giorni sta toccando il cielo con un dito e che ci racconta la sua storia. «Sono cresciuto calcisticamente nel Sorgenti Labrone. Poi a 11 anni sono andato nel Pga. Un anno più tardi ero nel settore giovanile nel quale ho fatto la trafila fino agli Allievi Nazionali».  C'è un allenatore a cui sei riconoscente?  «Tutti, senza distinzione. Però se devo scegliere faccio il nome di Rinaldo Bartolini che negli esordienti amaranto mi ha cambiato ruolo. Da centravanti mi ha arretrato al centro della difesa».  Come hai saputo dell'interessamento dell'Inter?  «Babbo mi ha tenuto nascosto tutto fino all'ultimo. Io ero in vacanza a Rimini e lui era al corrente della richiesta dei nerazzurri, ma non mi ha detto nulla per non agitarmi. Poi quando l'Inter è uscita allo scoperto mi ha informato. E' un sogno».  Potresti calcare le orme di Bardi e Dell'Agnello che sono tornati dall'Inter per fare esperienza..  «Sarebbe molto bello anche se mi piacerebbe tornare ad un'età più avanzata della loro. Vorrei dare una mano al Livorno perché quella rimane la mia squadra del cuore».  Com'è stato l'approccio con l'ambiente interista?  «Molto morbido. Sono qui da lunedì e mi trovo benissimo e a mio agio. Non conoscevo nessuno, ma ho fatto presto ad allacciare rapporti con i miei compagni di squadra della Berretti e con il tecnico Sergio Zanetti, il fratello di Javier, capitano della prima squadra. Temevo di trovarmi in difficoltà. Non è stato così».  E domani (oggi ndr) è un grande giorno...  «Sì, giochiamo in amichevole ad Appiano Gentile contro la prima squadra. Sono emozionatissimo».  Le tue caratteristiche?  «Sono abile nel gioco aereo, ma mi piace pure giocare palla a terra. Non sono per i lanci lunghi. Il giocatore a cui mi ispiro? Piqué del Barcellona».

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