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«De Lucia e Perticone? Io vado per la mia strada»
Renzo Marmugi
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LINEA DURA. Per Walter Novellino il caso è già chiuso: nessun perdono Novellino elogia la squadra e anche i giovani, ma chiude quella porta
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DERUTA. Walter Novellino ride sotto i baffi che non ha. Il suo Livorno cresce, il giocattolo amaranto sta prendendo corpo. Anche se rifilare una cinquina di gol (più cinque legni) a una squadra di serie D non è certo impresa da Guinness il tecnico ha diversi motivi di soddisfazione: «Abbiamo fatto un ottimo primo tempo - dice "Monzon" - centrocampo e attacco mi sono davvero piaciuti. Il giudizio per la difesa è poco attendibile perché loro non hanno mai tirato in porta, ma gli altri due reparti sono andati davvero bene...». Qualche nome, mister. «Molto bene Paulinho, Dionisi e Genevier. Il brasiliano è stato fenomenale, è un attaccante che ti fa anche reparto da solo e con Dionisi si integra perfettamente. Ora aspettiamo dei match che ci permettano di verificare anche la rapidità, perché per ora è sempre piovuto». Il piano di battaglia di una partenza lanciata allora procede... «Sì, siamo in linea con la tabella che mi ero prefissato. Quest'anno voglio partire bene, ci stiamo preparando per questo». Genevier si può definire recuperato? «Al 100 per cento. L'unico dispiacere è che ci manca Filkor, alle prese con una piccola sciatalgia. Dovrà seguire per tre-quattro giorni un lavoro differenziato, poi tornerà in gruppo». Alla società chiede l'ultima ciliegina? «Chiedo solo di provvedere a sfoltire la rosa, perché così è dura. Per fortuna ho dei ragazzi molto intelligenti, io cerco di far lavorare un po' tutti, ma al momento opportuno mi trovo a dover fare delle scelte. Mi dispiace, ma è inevitabile». Quindi deve trascurare qualcuno. «No, il verbo trascurare non rientra nel vocabolario di Novellino. Anche i giovani sono importanti. Ad esempio Bigazzi per me è un titolare e rimane qui, poi devo dire che mi ha impressionato Remedi e anche Rampi, quando è entrato, si è mosso molto bene». L'attacco va in porta con facilità, il barometro del centrocampo cosa le dice? «Che Genevier si sta confermando partita dopo partita, che Barone viaggia alla grande e che Luci nel 4-2-3-1 che poi diventa 4-3-3, un rombo rovesciato, è un giocatore importantissimo per i nostri meccanismi. Io ho già in mente la rosa che ci servirà in ottica campionato». Anche per competere con corazzate come Sampdoria, Torino e Padova? «Io viaggio sempre a fari spenti, ma la qualità dentro il Livorno c'è. Se avremo cuore ed entusiasmo possiamo contare anche noi. Mi servono venti giocatori più un paio di giovani, non di più». De Lucia e Perticone nemmeno in panchina. Non esistono più margini per ricucire lo strappo? «Si va dritti sulla mia strada. Io ho molto rispetto di tutti, credo nel lavoro, nell'entusiasmo e nella disciplina. Sono un uomo-società, non faccio certo gli interessi di Novellino, tanto è vero che non ho paura a mettere anche i giovani, e a dargli fiducia. Amo il mio lavoro, sono un tipo sanguigno, tanto è vero che nel campionato scorso mi scappò anche una parolaccia all'indirizzo del pubblico. Però credo che la gente abbia capito la buonafede e la lealtà del sottoscritto. Gli interessi del gruppo vengono prima di tutto». Il dg Gardini, alla presentazione di Filkor e Genevier, aveva lasciato uno spiraglio per ricucire la situazione... «Alleno da quasi vent'anni e sono qui per decidere. Per me non esistono margini».
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