Il Tirreno

Livorno

«Non faccio la guerra a Novellino»

dall'inviato
<b>IL CASO. </b>Romano Perticone e accanto insieme a De Lucia
◗
IL CASO. Romano Perticone e accanto insieme a De Lucia

Perticone sceglie di parlare: «Rottura senza senso, io non me ne vado»

3 MINUTI DI LETTURA





Alessandro Bernini  BRA (Cuneo). Una fetta di cocomero per rinfrescarsi, un paio di albicocche. Sorride, anche se la situazione lo inquieta. Chi l'avrebbe mai detto, Romano Perticone ai margini della squadra. «Sono ancora qui che stento a crederci. Mi sembra un brutto film».  Novellino non ha certo fatto il diplomatico: Perticone e De Lucia via dal Livorno.  «Ma non può finire così, non è giusto».  Eppure qualcosa è successo.  «Sì, ma situazioni che avvengono ogni stagione in ogni squadra».  È vero che hai contestato la scelta di dare la fascia a Luci nella prima amichevole?  «Balle. Luci è un livornese, mi fa piacere che anche lui ci metta la faccia. Mai fatta una polemica su questa storia. E nessuno potrai mai smentirmi».  Come sono i tuoi rapporti con i compagni di squadra?  «Con alcuni sono ottimi, con altri sono professionali».  Perticone e De Lucia: sempre insieme.  «Ecco, questo è un aspetto che mi preme molto chiarire. Posso fare una premessa?».  Prego.  «Lo scorso anno a un certo punto della stagione Pillon era a rischio esonero e contemporaneamente decise di mettere fuori De Lucia. Ora dico: se avessi avuto un legame vincolante a livello professionale con De Lucia, che per colpa di Pillon era in panchina, sarei andato a metterci la faccia con la società in difesa di quell'allenatore? Andai io a parlare con il presidente Spinelli insieme a Tavano e Iori. La verità è un'altra».  Possiamo saperla?  «L'amicizia c'è ma non condiziona certo le scelte professionali. E ciò che ho detto prima è la conferma, sfido chiunque a sostenere il contrario. Tant'è che dopo arrivò Novellino che fece subito giocare De Lucia, mentre Pillon lo avrebbe tenuto fuori ancora».  Torniamo a bomba: adesso Perticone che fa?  «Non voglio andar via. In vita mia non mi sono mai tirato indietro, chiedo solo di giocarmi una chance partendo anche da riserva della riserva. Non è un problema, spetterà a me conquistare la fiducia del mister sul campo».  Ma se non ti ha neanche convocato per le partite e spesso lavori a parte?  «Lui è l'allenatore, io il giocatore. Però è un dato di fatto che io mi alleno sempre al massimo e se vuoi possiamo anche verificarlo con i dati dei test atletici».  Non sarebbe più semplice per te chiedere di andar via? Tutti felici: Novellino vede accolta la sua richiesta, Spinelli risparmia e tu magari vai in una squadra ancora migliore.  «Non ragiono così. Ripeto, chiedo solo una possibilità di dimostrare che Perticone è sempre una risorsa e non un problema. E questo ci tengo a chiarirlo per il rispetto che ho sempre avuto dei tifosi e della piazza».  Quindi resterai comunque vada?   «Questa è la mia volontà, il presidente e l'allenatore lo sanno sin dal primo giorno in cui sono tornato a Livorno. Se poi loro si muovono in un'altra direzione, allora dovrò valutare ciò che mi verrà proposto. Di certo non sarò io ad andare a cercarmi un'altra squadra».  

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il futuro del cantiere

Salvataggio Tigs, le offerte giuste: «Partono da 250 milioni di euro» – Chi sarà a decidere e tutti gli scenari possibili

di Giovanna Mezzana