Italia
Andamento lento, e le altre volano
Fabrizio Pucci
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20 ANNI. Alessandro Florenzi un centrocampista con la vocazione del gol Florenzi è il nome nuovo a centrocampo, D'Alessandro più vicino
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LIVORNO. Andamento lento. Il mercato amaranto segna il passo. Accade sempre quando ci si avvicina al fine settimana. Così anche quella di ieri è stata una giornata interlocutoria, con pochi movimenti e tanti pour parler che non hanno prodotto nulla di ufficiale. Il nome nuovo. In questo momento il centrocampo è il reparto sicuramente più sguarnito. Servono rinforzi. C'è Simone Barone in prova e fino a questo momento il campione del mondo del 2006 è piaciuto per dedizione, atteggiamento e condizione fisica. Sul piano tecnico-tattico non si discute. Non si può però vivere del solo ex cagliaritano. Così il Livorno ha messo gli occhi su Alessandro Florenzi, classe 1991, capitano della Primavera della Roma con cui l'anno scorso è andato in doppia cifra quanto a gol. Il ragazzo ha già debuttato il serie A. Dicono di lui che sia un giocatore di grande talento e dal futuro assicurato. Gioca centrale e, vista la propensione offensiva, evidentemente ha pure i tempi degli inserimenti. Su di lui aveva chiesto informazioni, circa tre settimane fa, anche la Sampdoria. Se non è un certificato di garanzia, poco ci manca. La formula potrebbe essere quella del prestito secco visto che la società giallorossa punta molto su questo ragazzo. Vicenda D'Alessandro. L'esterno richiesto da Novellino si sta avvicinando. A passi impercettibili, ma pare realmente destinato a indossare di nuovo la maglia amaranto per la soddisfazione sua personale, di "Monzon" e anche di Spinelli che stima il giocatore della Roma. Nel terzo venerdì di luglio non sono arrivate dichiarazioni ufficiali, ma stavolta, per davvero, pare che l'accordo sia prossimo. Speriamo. D'Alessandro l'anno scorso ha dimostrato di essere una pedina utilissima nello scacchiere amaranto. Altri movimenti. Il Gubbio ha effettuato un sondaggio per Volpe, ma per il momento non è stato trovato l'accordo tra le due società. La Juve Stabia si è defilata e la soluzione umbra è l'unica rimasta in serie B per l'attaccante napoletano. Il Sorrento continua a chiedere notizie di Galabinov, mentre Cellerino (nonostante le richieste dal Sudamerica) non trova una collocazione. Frenata netta per Bellazzini del Cittadella. In uscita Modica, passato in comproprietà al Campobasso e Anzillotti, trasferito al Poggibonsi. Si cerca di riaprire uno spiraglio per Barusso, in esubero alla Roma. Intanto Surraco nella prima amichevole dell'Udinese (vinta 18-1 con i dilettanti dell'Arta Cedarchis) ha segnato una tripletta, segno evidente che è ristabilito. Delle due l'una: o Guidolin vuole esaminarlo a fondo prima di privarsene (e quindi le porte si chiudono) oppure lo manda a giocare per valutarne il ritorno alla massima efficienza. In questo caso il Livorno deve stare ben sveglio sul pezzo. Superare l'impasse. Al di là delle voci di mercato c'è un dato di fatto che salta agli occhi: il Livorno è praticamente fermo. Anzi, si è visto sfuggire un colpo in canna: Iori. Per carita, ci sono almeno tre attenuanti. Primo: il mercato congelato per via del calcio scommesse. Secondo: la difficoltà di piazzare i giocatori che non rientrano nei piani di Novellino. Terzo: è inutile andare al mercato e comprare solo per il gusto di farlo. Ci mancherebbe. Infine c'è da ricordare come Spinelli abbia dato un taglio sostanzioso al budget. Detto questo, però, è opportuno mettere l'allenatore in condizione di lavorare con un gruppo che si avvicini il più possibile a quello che dovrà affrontare la stagione. Situazione che (tra giocatori in lista di partenza e altri che devono arrivare) fino ad ora non si è verificata. "Monzon" sta a guardare e aspetta con fiducia. I tifosi pure. Intanto le altre 'volano'. Il Toro con Iori, Ebagua, Vives, Guberti. La Sampdoria con Piovaccari e Bertani. Quella granata e quella blucerchiata sono corazzate forse inaffondabili e con risorse economiche di certo superiori, ma adesso anche il Livorno deve abbandonare la sala d'attesa.
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