Il Tirreno

Livorno

Il patto tra Spinelli e Novellino

Fabrizio Pucci
<b>&nbsp;CONVINTO. </b>Aldo Spinelli stavolta &egrave; sicuro di restare al timone
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 CONVINTO. Aldo Spinelli stavolta è sicuro di restare al timone

A Genova trovato l'accordo: «Avanti insieme, con un progetto ambizioso»

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 LIVORNO. L'attesa fumata bianca arriva alle tre del pomeriggio. Walter Novellino guiderà il Livorno anche nella prossima stagione e così onorerà il contratto che lo lega alla società amaranto fino al 30 giugno 2012. Il pranzo di lavoro con il presidente Spinelli ha dato esito positivo. Tecnico e patron hanno smussato gli angoli, chiarito quei pochi, piccoli punti da definire e si sono lasciati con una stretta di mano e la voglia di costruire insieme un Livorno in grado di dire la sua nel campionato che verrà.  La voce del padrone. Spinelli va subito al sodo: «Con il mister abbiamo pianificato il lavoro della prossima stagione». Non dice apertamente che Novellino resta. Lo dà per scontato, visto che aveva confermato Monzon due settimane fa, a caldo dopo la sconfitta di Padova. Ma da allora non c'erano stati più contatti con l'uomo di Montemarano e questo aveva sollevato qualche dubbio nell'ambiente amaranto. Interrogativi che sono evaporati in questo martedì di tarda primavera: «Sarà Novellino a scegliere la sede del ritiro. Ne abbiamo alcune in ballo, vediamo se ci arriva anche qualche offerta. Poi sarà il mister a decidere».  Il matrimonio, insomma continua. Inevitabile fare un riferimento al mercato. Spinelli, però è più chiuso di un poeta ermetico: «Con l'allenatore sono state valutate alcune possibilità in entrata e in uscita. C'è sintonia. Il problema è che con questo terremoto del calcio scommesse, le trattative saranno congelate per almeno un mese. I nomi? Meglio non farne. E' controproducente. Se si sparge la voce che cerchiamo un giocatore, gli saltano tutti addosso e si apre un'asta».  Il nuovo scandalo che rischia di sgonfiare il pallone difficilmente può risucchiare verso l'alto il Livorno. Spinelli, per ora, osserva indignato: «È una vergogna. Mi dicono che Siena e Atalanta non stiano passando un bel quarto d'ora. Se dovessero aprirsi delle possibilità di ripescaggio per noi, ci faremmo trovare pronti. Il nostro programma va avanti. Tuttavia adesso è impossibile stabilire che cosa potrà accadere e soprattutto quali saranno gli sconvolgimenti dei campionati. C'è da capire se ci saranno retrocessioni a tavolino o penalizzazioni più o meno pesanti. Noi stiamo alla finestra in attesa degli eventi».  Parla Novellino. Ottocento chilometri in poche ore. Perugia-Genova e ritorno. Quando "Monzon" risponde al cellulare sta per varcare di nuovo i confini dell'Umbria. E regala subito un paio di frasi a effetto. E' carico ed entusiasta: «Quello con il presidente - confida - è stato un incontro proficuo. Resto perché Spinelli ed io abbiamo voglia di fare bene. Siamo entrambi ambiziosi. Avere un presidente così propositivo è l'ideale. Sono davvero soddisfatto. Siamo sulla stessa lunghezza d'onda e partiamo bene».  Novellino regala "vibrazioni" positive senza parlare di mercato: «Quello è un argomento che non è stato trattato. Più che altro mi interessava chiarire la mia posizione. Quando una società sceglie un allenatore deve essere convinta al 100% altrimenti il sodalizio rischia di rompersi dopo pochi mesi. Ecco. Adesso posso dire che, risultati permettendo, allenerò il Livorno per tutto l'anno. E' chiaro che il mio destino, come quello dei miei colleghi, sarà legato al verdetto del campo, ma questo non mi spaventa. Anzi. E' il mio lavoro, la mia vita».  Un nome, però nelle stanze di casa Spinelli è rimbalzato: Surraco. Novellino sorride: «Me ne dicono un gran bene e vorrei almeno allenarlo. Ma so che la sua permanenza a Livorno non dipende solo da noi, ma dall'Udinese».  Il ritiro. Rapido il passaggio sulla sede del ritiro estivo. Il Livorno ha visionato le strutture di Ormea (Cuneo), Acqui Terme (Alessandria) e Borno, in Val Camonica, nel bresciano. Novellino prende tutti in contropiede: «Mi dicono che il campo principale di queste strutture non sia il top. Potrei decidere di rimanere a Tirrenia per svolgere la preparazione. Al Centro Coni tutto funziona a meraviglia. Il terreno di gioco è perfetto e saremmo pure vicini ai nostri tifosi. Ecco. Vorrei instaurare un rapporto stretto con la città».  Addio ritiro in montagna, quindi. Un'idea innovativa: «Mare o montagna non c'è differenza. È la qualità della struttura che conta».  Lista della spesa. Trattative bloccate. In gran parte, ma non del tutto. Il Livorno lavora nell'ombra. C'è da sfoltire l'attacco. Il futuro di Cellerino non è colorato di amaranto, così come quello di Galabinov che non ha inciso e sarà mandato a giocare.  Piace il giovane Lorenzo Insigne, classe 1991, autore l'anno scorso di 19 gol a Foggia in Lega Pro. Il suo cartellino è del Napoli. Ha debuttato in A in maglia partenopea proprio all'Ardenza nel 2010. Movimento anche in porta. De Lucia svestirà la casacca amaranto. Come suo sostituto piace Curci della Sampdoria.

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