Novellino: ripartiamo da Surraco
Fabrizio Pucci
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TRA SOGNO E REALTÀ. Da sinistra in senso orario Surraco, Ardemagni e Piovaccari Il primo è in cima alla lista dei desideri di Novellino gli altri due sono attaccanti di pregio che farebbero la differenza nel campionato di serie B Al tecnico piacciono anche Piovaccari e Ardemagni. La rosa? Da sfoltire
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LIVORNO. Tanti auguri, Novellino. Ieri "Monzon" ha compiuto 58 anni. Ha spento le candeline nella sua casa di Perugia. Un compleanno in famiglia prima di rispondere presente a due appuntamenti importanti fissati per i prossimi giorni. Il primo a inizio settimana (domani o martedì) quando incontrerà il presidente Spinelli per mettere a punto le strategie di mercato. Poi per Walter arriverà il momento di trasferire armi e bagagli a San Benedetto del Tronto, sull'Adriatico per le meritate vacanze. Mister, sul piano professionale questo compleanno è di gran lunga migliore di quello del 2010, è d'accordo? «Certo che quest'anno è migliore di quello passato. Sono tornato in pista. Ho dimostrato di essere ancora un allenatore competitivo. Sì, da questo punto di vista è senza dubbio un compleanno bellissimo. Sa, quando si sta fermi un anno si perde autostima. Adesso invece sono carico e di questo devo ringraziare il presidente Spinelli, i ragazzi e la città di Livorno». Smaltito il dispiacere per il mancato approdo ai playoff? «Abbastanza. A Padova siamo stati condannati dagli episodi. Con un pizzico di fortuna in più avremmo vinto quella partita ed ora saremmo ancora in corsa con ottime prospettive. Negli ultimi due mesi noi e i biancorossi abbiamo fatto qualcosa in più delle altre, ma alla mia squadra non è bastato. Chi vedo favorito adesso? Novara, Reggina e Varese hanno disputato una grande stagione e meritano. Vedremo che cosa succederà». Nei prossimi giorni si incontrerà con Spinelli... «Sì. Il campionato è finito da una settimana. Abbiamo staccato per un po' e ora poniamo la mente alla prossima stagione. Cominceremo a parlare del mercato. E' sempre bene partire per tempo». Già, ma il tempo rischia di fermarsi visto il terremoto del calcio scommesse. Il mercato, per esempio, potrebbe essere congelato per alcune settimane. «E' proprio così. Bisogna prima vedere quali saranno le decisioni della giustizia sportiva in merito a questa triste faccenda. E poi ci sono anche molte società in difficoltà economiche che rischiano di non iscriversi. Vedremo». Se potesse scegliersi un giocatore come regalo di compleanno chi chiederebbe? «A me piacerebbe avere Surraco. E' una punta fortissima e per questo assai utile, ma non l'ho potuto mai allenare per via dell'infortunio. E questo è stato un cruccio che mi sono portato dietro per questi tre mesi livornesi. Spero che il presidente riesca a confermarlo anche se il cartellino appartiene all'Udinese». Oltre a Surraco è possibile fare qualche nome? «Volentieri. Due giocatori che farebbero al caso nostro sono Piovaccari del Cittadella e Ardemagni del Padova. Mi piacciono davvero molto. Il primo è stato capocannoniere, il secondo ha segnato meno, ma sono convinto che con me farebbe tanti gol». Ha già in testa il Livorno che verrà? «Sì. Mi serve una rosa meno ampia di quella della scorsa stagione. Diciamo che 18 elementi vanno bene. Un organico ristretto, rinforzato da qualche giovane forte come D'Alessandro o come Lazarevic, l'esterno destro del Toro di proprietà del Genoa che è davvero interessante». Ci regala una pillola di saggezza commentando questo nuovo scandalo? «Io conosco solo la cultura del lavoro. E' davvero una storiaccia che mi disgusta. Certe persone non si rendono affatto conto di essere privilegiate. Noi che operiamo nel calcio abbiamo una fortuna: quello di fare un lavoro bellissimo e gratificante. La nostra attività ci consente di mantenere un tenore di vita alto per noi e per le nostre famiglie. E invece, purtroppo, leggo che anche le famiglie sono state coinvolte nel malaffare da alcuni protagonisti di questa vicenda. In tutto questo schifo c'è però una cosa che mi ha strappato un sorriso...». Quale, Novellino? «L'intercettazione in cui viene detto che il Livorno nella partita contro l'Ascoli non riusciva a rendersi pericoloso neanche a morire. Ci pensate? Allora significa che da fine febbraio a fine maggio, in tre mesi di duro lavoro abbiamo fatto un miracolo. Da non essere capaci di battere i bianconeri, a sfiorare i playoff. E' stata una bella rincorsa che è stata apprezzata anche da Spinelli».
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