LIVORNO. Una sgobbata pazzesca, con una accelerata finale da far stramazzare un ...
Mario Orsini
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LIVORNO. Una sgobbata pazzesca, con una accelerata finale da far stramazzare un toro. Sul volto, del presidente, del Circolo Fides e del Comitato organizzatore dei Campionati Italiani, i segni di un tour de force micidiale. «Sono stanco. Anche stanotte ho dormito poco», le sue prime parole. Poi aggiunge: «Per quanto riguarda l'organizzazione sono abbastanza soddisfatto. In una scala da uno a dieci ci meritiamo un sette. Forse qualche sincronismo poteva funzionare meglio». «Si tratta - aggiunge - comunque di cose marginali. Altri forse sarebbero contenti così perché tutti i tasselli, seppure qualche volta con un pochino di difficoltà, sono andati al loro posto. Io però sono un perfezionista e come tale miro sempre al massimo». Per Bichisecchi, invece, Livorno merita un bel nove abbondante dal punto di vista tecnico. «Ci siamo confermati una delle capitali, se non la capitale, della scherma nazionale. Abbiamo vinto due titoli tricolori individuali con Aldo Montano nella sciabola ed Edoardo Luperi nel fioretto. Nella finale del fioretto a squadre, tra Aeronautica e Fiamme Oro abbiamo proposto, due per parte, ben quattro livornesi doc: Andrea Baldini, Lorenzo Nista, Tommaso Lari e Edoardo Luperi. Ilaria Bianco ha vinto la medaglia d'argento nella sciabola individuale ed Irene Vecchi e Lucrezia Senigaglia quella a squadre. A questi risultati dobbiamo aggiungere le belle prove di Olga Rachele Calissi e Beatrice Monaco nella prova a squadre di fioretto e quella di Marco Ciari nella sciabola individuale e soprattutto argento a squadre. Dove siamo un po' mancati, anche perché la nostra realtà e tradizione sono sciabola e fioretto, è la spada. Unica eccezione Virginia Di Franco che non ha centrato, per un soffio l'accesso alla zona medaglia». Poi le note non liete ma ampiamente previste: «Per le squadre con la casacca del Fides sono arrivate tre retrocessioni: fioretto maschile e femminile e sciabola maschile. Ma con tutte le attenuanti possibili. Impossibile combattere ad armi pari con le compagine militarizzate. Quando abbiamo un giovane atleta di spicco viene assorbito da loro. L'età media delle fiorettiste schierate è di 16 anni e di fronte c'erano Vezzali, Di Francisca, Errigo, Salvadori e via dicendo». Stakanoviste. Per la Arianna Errigo e Gioia Marzocca un impegno triplo. Per la vice campionessa del mondo individuale e campionessa del mondo a squadre di Parigi 2010 di fioretto, l'unica medaglia d'oro è arrivata dalla sciabola femminile a squadre. Mentre nella sua specialità ha toppato nell'individuale e si è fermata sul secondo gradino del podio a squadre. Per Gioia Marzocca, invece, doppio oro nella la sciabola e argento nel fioretto a squadre. Miss. Un bel biglietto da visita zeppo di classe, eleganza, semplicità e di bellezza labronica proposto alla grande platea televisiva. Dieci e lode, davvero meritato, per Caterina Raugi, Giulia Giammanossi, Martina Lucariello, Anna Caranti e Elisabetta Lupi. Club Porto Mediceo.«Siamo onorati di aver premiato, con coppe e trofei, tutti gli atleti partecipanti ai campionati italiani paralimpici. Persone: semplici, genuine e piene di umanità e bravissime tecnicamente», le parole del presidente Gaspare Renda e della dottoressa Matilde Segnini.
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