Il Tirreno

Livorno

Puccini, tornare qui vent'anni dopo

Mario Orsini
<b>MAESTRO DELLA NAZIONALE. </b> Alessandro Puccini con un allievo
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MAESTRO DELLA NAZIONALE. Alessandro Puccini con un allievo

Il pisano vinse nel 1991. «Quella volta alla Gran Guardia...»

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 LIVORNO. Una valigia zeppa di ricordi. Ricordi stupendi. Irripetibili. Alessandro Puccini torna nella città labronica a vent'anni dal suo terzo successo tricolore consecutivo. Lui, pisano di S. Giuliano Terme, attuale maestro della nazionale di fioretto, benché ancora giovanissimo (classe 1968), in quel periodo era già una delle stelle nazionali e mondiali della scherma. Al suo fianco, seduta sugli spalti del PalaLivorno c'è Virginia, la figlia undicenne, due occhioni belli come il sole e la stessa passione per la scherma. «Ho già partecipato a due edizioni del gran premio giovanissimi di Rimini. L'anno scorso mi classificai benino, quest'anno, invece, sono rimasta un pochino più indietro», le sue prime parole. Il babbo Alessandro invece indietro ci è sempre rimasto poche volte, grazie a un talento straordinario e a doti fisiche che mamma natura gli ha donato a piene mani. Il ricordo più bello della sua carriera? «Senza dubbio la vittoria alle olimpiadi di Atlanta del 1996. E poi l'argento ai mondiali Atene del 1994, sempre nella prova individuale di fioretto. Inoltre le due medaglie d'oro mondiali a squadre». Mentre parla, guarda le atlete del fioretto femminile impegnate, in accese tenzoni, in pedana, in un campionato italiano che a lui, oltre quel successo nella città labronica, ha regalato altre tre grandi soddisfazioni. «Di medaglie d'oro tricolori a livello individuale ne ho vinte quattro di fila. A quella di Livorno, la terza in ordine cronologico, è legato anche il ricordo della conquista del trofeo Guaragna. Un premio assegnato a chi vinceva tre edizioni di fila. La finale la disputammo alla Gran Guardia. Un teatro stupendo». Avversario di Alessandro nella prima finale tricolore il grande Mauro Numa. Dalla seconda alla quarta, invece, ad arrendersi di fronte a Puccini fu, tutte e tre le volte, l'attuale ct della nazionale Stefano Cerioni. Quel Cerioni che ultimamente lo ha inserito nel suo staff di più stretti collaboratori nel settore maschile. «Sono contento di fare il maestro della nazionale perché, almeno parzialmente, rivivo quelle sensazioni che provavo come atleta e cui facevo poco caso perché quasi routine. Solamente quando smisi di gareggiare mi accorsi che mi mancavano». Sensazioni forti che hanno provato negli ultimi giorni Edoardo Luperi e Alessandro Nista nel mettersi al collo le medaglie d'oro tricolori: «A livello maschile sono, senza ombra di dubbio, gli ultimi due gradi talenti di una specialità che in Italia continua a sfornare campioni a ripetizione». Dopo aver staccato la spina, nel 2000, Alessandro Puccini, carabiniere di professione anche per star vicino alla propria famiglia, si era allontanato dal mondo della scherma prima di riprendere a fare il maestro, nel tempo libero, presso la palestra Oreste Puliti di Lucca, lasciata da poco.

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