Coppa del Mondo, non è un sogno
Mario Orsini
Scarso: avete tutto per organizzare una tappa. Bichisecchi: possibile
3 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. Una prova di Coppa del Mondo di scherma a Livorno? Qualcosa più di un'ipotesi peregrina. Il progetto è stato lanciato urbi et orbi, e non certo casualmente, dall'assessore allo sport Claudio Ritorni dal palcoscenico del teatro Goldoni. E ieri mattina il presidente federale Giorgio Scarso non ha chiuso assolutamente le porte in faccia a questo sogno. Anzi, le apre e rilancia: «E' da tempo che ci pensiamo». «Livorno è una delle capitali della scherma non solo italiane ma mondiali. La perfetta organizzazione di questi campionati italiani è un bel biglietto da visita. E, per noi, è molto importante anche l'attenzione che le istituzioni hanno riservato a questo avvenimento». E allora? «Inutile pensare a una manifestazione sportiva occasionale seppure di livello mondiale. Una gara una tantum con il sostegno economico federale. Non ha senso. E non è praticabile». Stop ai sogni quindi? Assolutamente no. Il presidente Giorgio Scarso ha già pronta una strategia vincente. «La città deve essere pronta a fare un investimento. A trovare le risorse economiche ed umane necessarie per dare gambe a questo evento. Si tratterebbe di una manifestazione sportiva con evidenti possibili grandi vantaggi, in termini di visibilità e di ricaduta economica anche sull'indotto. Anzi dico di più. L'eventuale prova di Coppa del Mondo non deve, eventualmente, essere un episodio isolato. Livorno ha le caratteristiche e le potenzialità tecniche per entrare nel circuito mondiale, non una tantum ma in maniera ciclica: 'una semprem' (afferma sorridendo). E deve farlo in una disciplina di grande tradizione come il fioretto o sciabola. Pensare a una prova di Coppa del Mondo di spada a Livorno non avrebbe alcun senso». Tambur battente la replica del presidente del circolo Fides Andrea Bichisecchi. «Tutto è possibile. Dopo aver organizzato questi campionati italiani, o meglio questi doppi campionati italiani, tenendo conto anche di quelli tricolori paralimpici, non abbiamo alcuna difficoltà a pensare a qualcosa di analogo. Anzi pensandoci bene sarebbe doppiamente meno impegnativo». Per dare gambe all'ipotesi di Coppa del Mondo, all'ombra dei Quattro Mori, Andrea Bichisecchi ha pronta la sua ricetta. Tutt'altro che difficile da digerire: «Prima di tutto occorre uno staff organizzativo adeguato. E per staff adeguato intendo un gruppo di persone che lavorano, a dare idee e gambe all'avvenimento, a tempo piano e non rubando ore al proprio tempo libero, com'è accaduto in questa circostanza. Non è immaginabile e neppure giusto affidarci nuovamente al volontariato e basta. Dal punto di vista istituzionale le cose invece vanno bene così. nzi benissimo. Comune, Regione e Provincia, in questa circostanza, ci hanno spalancato le porte. Hanno capito l'importanza di eventi di questo tipo per la città, sia in termini di visibilità che di riflessi economici. Per questo li ringraziamo nuovamente e siamo certi che in un'eventualità analoga sapranno starci ancor più vicini di quanto hanno fatto in questa occasione, perché il meccanismo è ormai oliato e la sinergia chiaramente vincente».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google