«All'80% andiamo nei playoff»
(al.ber.)
◗
STRAVOLTO. Novellino abbracciato da Signorelli al fischio finale Novellino scatenato: «Sabato voglio vincere»
3 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. Guarda la classifica Walter Novellino. Gira il foglio tra le mani, lo spulcia. Poi confida: «Sai qual è stato un gran bel risultato? La vittoria dell'Empoli a Portogruaro. Non credo proprio che il Toro sabato prossimo farà una passeggiata a Empoli, anzi...». È carico Novellino, è il momento di stuzzicarlo. A Padova solo per vincere o anche per il pareggio? Lui scuote la testa: «Macchè pareggio. Abbiamo solo un risultato. Vincere. E io ci credo. Perché questi ragazzi stanno lavorando da mesi per un grande sogno e vogliamo viverlo». Non è finita qua. Mister, ma secondo lei in percentuale quante possibilità ha il Livorno di andare i playoff? Gli occhi di Novellino si illuminano: «80%». Come? 80%? «Sì si, abbiamo l'80% di andare ai playoff. L'altro 20% purtroppo non dipende dai nostri risultati. Ma io ho sempre pensato positivo quando le cose andavano male, figuriamoci adesso. Anche perché sono convinto che noi siamo comunque in credito con la fortuna, e spero che da qui alla fine del campionato si possa andare pari». Si torna alla partita. «Per certi versi, questa era la più difficile delle tre che ci mancavano. Perché sapevamo che il Piacenza veniva qua per chiudersi, per prendere il pareggio. E infatti quanti tiri hanno fatto? Uno, mi sembra, a inizio secondo tempo. Ma De Lucia non ha fatto neanche una parata». Per la verità nel primo tempo anche il Livorno aveva fatto fatica a trovare la via della porta. Poi la spinta si è trasformata in assalto, tanto che il Livorno ha chiuso con 13 tiri verso la porta e 11 angoli. Non poco. «La svolta penso sia stata l'ingresso di D'Alessandro. Ha creato scompiglio nella difesa del Piacenza, ha messo dentro una bella serie di cross». Immaginate voi cosa sarebbe stato il Livorno con questo D'Alessandro da una parte, e Surraco dall'altra... «E io ci metto anche Perticone», aggiunge Novellino. Nel finale è riaffiorato il timore della beffa. Quante volte era già capitato... «La sofferenza fa parte della vita. Ma abbiamo tenuto bene, senza rischiare». Citazione per Danilevicius che nel finale si è messo a fare il difensore aggiunto sradicando agli avversari un paio di palloni al limite: «È vero, Tomas è stato bravissimo. Ma anche in attacco si muove tanto, apre gli spazi, ci aiuta. In questo momento è uno dei simboli del Livorno». «Partita pilotata». Chi ci va giù pesante, ma molto pesante, è Mario Cassano, portiere del Piacenza. Parole che rischiano di costargli una squalifica: «È stata una partita pilotata contro di noi. Una cosa molto grave. È successo di tutto in campo, siamo sconcertati. Ma avevo già avuto dei segnali anche prima del fischio d'inizio. Durante il riscaldamento l'arbitro mi ha mandato nello spogliatoio perchè avevo una striscia di nastro bianco sui calzettoni gialli, mi ha costretto a prendere un pennarello e colorare il nastro. Mai successo in tanti anni che gioco. Quello che è successo dopo è stata solo la dimostrazione che non era un caso. Detto questo, tanto di cappello al Livorno perché non è certo colpa loro se l'arbitro ha diretto la partita in questo modo». Meno male, magari quello...
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
