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Livorno

Brava Irene Vecchi: guida le azzurre e punta Londra 2012

Mario Orsini
<b>AZZURRA.</b> Irene Vecchi, 22 anni ancora da compiere
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AZZURRA. Irene Vecchi, 22 anni ancora da compiere

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 LIVORNO. La più brava del reame. Anche se lei, sempre modesta, non lo ammetterà mai. Irene Vecchi, 22 anni da compiere, a Bologna, nella prima prova di Coppa del Mondo, con un bel sesto posto nella prova individuale, ha messo in bacheca il primo pezzettino del biglietto per Londra 2012.  E, anche se non conta nulla, ai fini della qualificazione olimpica, ha trascinato la rinnovata e giovane squadra azzurra al quinto posto nella prova a squadre. Per un regolamento del CIO, assurdo e incomprensibile, infatti, il prossimo anno all'ombra del Big Ben a non gareggiare, nelle prove a squadre della scherma, saranno sciabolatrici e spadisti.  Ma torniamo all'ombra delle torri della Garisenda e degli Asinelli. La bella Irene, nella prima diretta, contro l'esperta giapponese Nakayama, ha dovuto tirare fuori le unghie per ribaltare, con un parziale di 7-0 a suo favore, un risultato quasi compromesso (sotto 8-12). Vita facile poi contro la coreana Kim e l'ungherese Benko. Stop, invece, nei quarti contro la giovane ucraina Karlan ormai la sua bestia nera.  Le altre "fidessine" allieve del maestro Zanotti? Undicesimo posto per la pisanina Ilaria Bianco, stoppata dalla tunisina, "naturalizzata francese", Besbes. «Dopo un periodo buio sembra essersi ritrovata», le parole di Zanotti; 38esima la convalescente Alessandra Lucchino. «Alessandra ha ripreso da poco ad allenarsi e subito si è dovuta fermare per il colpo della strega. Contro tutti i pareri medici è voluta salire in pedana a Bologna».  Fuori alla prima diretta e solo 93esima, su 160 partecipanti, invece, Lucrezia Senigaglia, l'ultima arrivata alla corte dello "zar Nicola" in via Allende. Per lei, come per la Lucchino, una "francesina", la Berger, troppo pizzicante. «Lucrezia si è trasferita da noi, da Padova, da circa tre settimane, per ritrovare quella autostima e convinzione persa per strada. La stoffa c'è e verrà fuori».  Ma torniamo a super Irene Vecchi. Brava nella prova individuale, straripante in quella a squadre. Ormai è la leader indiscussa e ultima frazionista di una pattuglia azzurra con i cantieri aperti. «Irene con un più 11, come differenza tra le stoccate date e subite, è stata devastante contro le campionesse del mondo della Russia del CT Bauer. Gap positivo di + 2 anche contro le americane della campionessa bi olimpica e mondiale Mariel Zagunis e addirittura eccezionale con un più 12 contro le forti coreane nella finalina per il quinto posto. Parziali alla Montano versione super e meritata standing ovation a Bologna per una ragazzina che non ha ancora ventidue anni e merita l'abbraccio di tutta la nostra Livorno», il commento di Nic Zanotti.

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