Italia
«Ripetere la prova con l'Atalanta»
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GRINTA. Walter Novellino Novellino: niente tabelle, penso solo alla vittoria
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PESCARA. Dai fasti di Gualdo, Venezia, Napoli, Piacenza e Sampdoria al Livorno alla disperata ricerca della qualificazione ai playoff. Walter Alfredo Novellino, 57 anni, stasera si gioca tanto. «Sarà una gara molto importante. La nostra voglia di far bene e di vincere dovrà trovare riscontro nella prestazione sul campo. Dobbiamo ripetere la partita con l'Atalanta, soprattutto per grinta e desiderio di conquistare i tre punti». Il Pescara è una brutta bestia, in casa ha già conquistato 36 punti. «Sono un'ottima squadra, hanno un bel gioco e meritano quel posto in classifica. In più c'è molta attesa in città, un entusiasmo che servirà a rendere ancora più forte il fattore campo. Poi hanno buonissime individualità: Soddimo - che ho lanciato io alla Sampdoria - e Sansovini in particolare». Una partita importante. Quattro giornate, 12 punti a disposizione. Ma Pescara potrebbe già essere decisiva? «Sarà significativa, chiarirà le prospettive della stagione di ognuna delle due squadre. Tabelle playoff non ne faccio, ci servono i tre punti». Come mai il Livorno ha avuto un rendimento così altalenante? «Ci sono tanti giovani e abbiamo avuto diversi infortuni, trovando difficoltà a individuare un certo equilibrio, c'è voluto più tempo del previsto. E poi siamo stati sfortunati in alcune gare. A me, ad esempio, mancano 4 punti». Com'è questa serie B? «Un discreto campionato, niente di eccezionale». Si aspettava il Pescara settimo a 360' dalla fine? «E' stato fortunato in alcune gare e sfortunato in altre. Mi sembra sia gestito da Lucchesi, è lui che ha fatto la squadra o no? Diciamo che Lucchesi non è uno stipido. Capisce di calcio. Si può fare una squadra anche senza grandi nomi e ottenere buoni risultati». La chiave del match? «La determinazione di tutte e due le squadre, la voglia di agguantare i playoff». C'è un po' di ruggine tra lei e Bonanni? «Dice che non l'ho capito? Non credo che io sia stato il solo a non averlo capito. Se si ritrova a giocare in B un motivo deve pur esserci o no? Io nella Samp avevo Diana e Tonetto, non gli ultimi arrivati. Lo ricordo con molta simpatia, ma io l'ho avuto che era giovane». E Di Francesco? «L'ho allenato a Piacenza, persona straordinaria. In campo era un motorino. Un rompiscatole, nel senso buono del termine. Per dirla tutta, il contrario di Bonanni». L'ultima volta di Novellino all'Adriatico? «Non lo so, ma ricordo lo spareggio per la promozione in serie B perso (nel 1995 contro l'Avellino, ndr) alla guida del Gualdo. E il ricordo non è bello, ovviamente». Chi gioca il miglior calcio in serie Bwin? «A me piace il Novara». Quali sono i migliori giovani della categoria? «Cutolo (Crotone) non è giovane, ma è bravo. Poi, ci sono Luci e Surraco. Mi piacciono Giorgi e Cristiano dell'Ascoli. Al di là della carta d'identità potrebbero fare bene anche in A». La possibile formazione? «I ragazzi sono in buona condizione. Mi è dispiaciuto non convocare Galabinov per la sindrome influenzale dei giorni scorsi. Davanti Tomas, Dionisi e Tavano stanno facendo bene e sono in un bel momento di forma».
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