Il Tirreno

Livorno

«Un grande secondo tempo»

(al.ber.)
<b>CONVINTO.</b> Walter Novellino
◗
CONVINTO. Walter Novellino

Novellino la vede a modo suo. «Solo sfortuna»

2 MINUTI DI LETTURA





 LIVORNO. Non si può certo dire che Walter Novellino sia prevedibile come il suo Livorno. Sentite e valutate il suo commento a fine partita.  Mister, non ci siamo.  «Solo sfortuna. Meritavamo molto di più».  Solo sfortuna è un po' limitativo, non crede?  «Il primo tempo non mi è piaciuto molto, ma poi abbiamo disputato una grande ripresa e meritavamo il gol».  Grande ripresa?  «Sì. E non capisco questo pessimismo. Se avessimo fatto un gol prima del Modena, adesso saremmo qui a parlare di una grande prestazione».  Scusi mister, ma non abbiamo mai neanche rischiato di passare in vantaggio...  «Non è vero. A parte che c'era un rigore per noi per il fallo su Schiattarella. Ma poi abbiamo avuto 3-4 palle gol e sarebbe bastato un niente per passare. Evidentemente vediamo le partite in modo diverso».  Probabile.  «Ma io vado a dritto per la mia strada, sono fiducioso e non ho niente da imputare ai miei ragazzi».  Ci spiega la mossa di Luci trequartista a inizio partita?  «Luci sa giocare anche in quel ruolo, poteva essere il trampolino per Tavano e Dionisi. Non credo certo che il Livorno abbia perso per questa scelta».  Come mai, sullo 0-0, ha tolto prima Dionisi e poi Luci?  «Ho tenuto in campo Tavano perché da lui ti puoi aspettare sempre un guizzo. E poi avevo bisogno di un giocatore che restasse largo, per sfruttare Cellerino e Belingheri, le torri che avevo inserito».  Ma è inutile inserire le torri se nessuno crossa. Perché D'Alessandro solo al 35' della ripresa?  «Perché nel secondo tempo eravamo già padroni del campo e dovevo pensare anche agli equilibri tattici. Io comunque sono soddisfatto degli effetti delle sostituzioni, hanno cambiato in meglio la partita».  Mah. Scusi, ma Cellerino cosa ha cambiato in meglio?  «Cellerino è un ragazzo che sta crescendo e da qui a fine stagione sono sicuro che potrà darci una mano».  Aveva detto: «Adesso abbiamo nove finali». Non ci sembra che lo spirito del primo tempo sia stato da finale.  «Era un problema tattico. Non eravamo padroni del campo e così la squadra faceva fatica a entrare in partita».  In casa succede spesso.  «Non esiste un problema relativo alle partite in casa. Ci manca solo la serenità in zona gol».  Ha sentito la contestazione a lei e alla squadra?  «L'ho detto, secondo me c'è troppo pessimismo in giro e non so da cosa dipende».  Lei va avanti.  «Certo. Vado avanti e conservo il mio ottimismo. Mancano otto partite, può succedere di tutto. Quando vado al ristorante sono abituato a pagare il conto alla fine, non prima».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
La tragedia

Cecina, il parto in casa e il neonato morto in una busta: i dubbi da chiarire

di Claudia Guarino