Il Tirreno

Livorno

Amaranto, un martedì da leoni

Fabrizio Pucci
<b>RIENTRI. </b>Manuel Iori e Juan Ignacio Surraco due cardini del Livorno che domani sera (20,45) dovr&agrave; battere il Padova
◗
RIENTRI. Manuel Iori e Juan Ignacio Surraco due cardini del Livorno che domani sera (20,45) dovrà battere il Padova

Tre punti contro il Padova e due innesti di mercato la ricetta per svoltare

4 MINUTI DI LETTURA





 LIVORNO. Tutto fermo. O quasi. Il mercato del Livorno a otto giorni dal traguardo non è ancora decollato e non poteva farlo ieri, domenica, giornata di campionato con tutti gli operatori sguinzagliati sui campi. Eppure qualcosa potrebbe muoversi a metà settimana. Anche se le bocche in casa amaranto sono cucite, e il silenzio stampa continua anche per i vertici della società.  Lungo stand by. Oggi per il Livorno è già vigilia di partita. Va onorato al meglio il recupero con il Padova per cercare di rimediare al passo falso con l'AlbinoLeffe. Domani si gioca e quindi, di nuovo tutto congelato. I dirigenti amaranto sono già a Milano, ma le previsioni indicano calma piatta almeno fino a mercoledì. Già. Dal giorno 26 dovrebbero cominciare le grandi manovre in entrata. Prima, infatti, saranno effettuati tentativi per cedere Cellerino e Volpe le cui partenze libererebbero due posti nella lista over 21. E poi, particolare affatto trascurabile, mercoledì è il giorno dopo la partita con i veneti e a seconda del risultato potrebbero cambiare molte cose in casa amaranto. Aldo Spinelli, da venerdì sera, si è concesso quattro giorni di silenzio e riflessione in attesa di valutare la reazione della squadra. Ma le poche parole che ha voluto consegnare ai mass media sono state chiarissime: «Nessuno è intoccabile, dopo la partita col Padova farò il punto della situazione».  Lista della spesa. Ormai il cerchio si è stretto attorno a due ruoli. Oltre a una punta centrale al Livorno serve un esterno sinistro in grado di sostituire Schiattarella che sta attraversando un giustificabile momento di appannamento dopo aver tirato la carretta per cinque mesi consecutivi. Lo "scugnizzo" ha bisogno di rifiatare, ma dietro di lui non c'è nessuno in grado di giocare esterno sinistro alto e di garantire un rendimento elevato come il suo. Ecco il motivo per cui la società è balzata sopra Giorgi dell'Ascoli (gradito anche a Pillon) e a Cariello del Frosinone. Il nome nuovo, anticipato ieri, è quello di D'Alessandro del Bari che tra l'altro il primo dicembre scorso segnò un gol per i pugliesi proprio contro il Livorno in Coppa Italia. Sul fronte attaccanti l'identikit del giocatore che farebbe al caso nostro porta a Pablo Granoche del Chievo. Ieri l'uruguagio ha preso tanto freddo nella partita casalinga dei gialloblù con il Genoa, rimanendo confinato in panchina nonostante lo zero a zero. E questo è un segnale positivo per il Livorno. Tra l'altro Stefano Pioli ha fatto giocare tutte le punte a disposizione (Pellissier, Thereau e Moscardelli) lasciando a riposto proprio Granoche che, così, se non è stato scaricato, poco ci manca. E Spinelli sta alla finestra con interesse. Il bisonte sudamericano (m. 1.82, 82 chili) sarebbe l'uomo ideale per poter variare i temi offensivi amaranto.  Il mosaico. Il problema è che in questa fase non si muove nessuno e quindi nessuno innesca un effetto domino che tanti benefici porterebbe in casa amaranto. Esempio: se il Chievo libera Granoche è perché ha in mano il sostituto che, peraltro, è difficile da reperire perché non tutti sono disposti a fare la quarta punta tra gli scaligeri. Lo stesso si verifica in casa amaranto anche se la situazione è aggravata dal regolamento. Se Cellerino e Volpe non partono, inutile pensare agli acquisti. Serve tanta pazienza, diplomazia e acume. Tutte qualità che al presidente Spinelli di certo non mancano. Basta che un tassello del puzzle trovi il suo posto e c'è la possibilità concreta di rinforzare questa squadra.  Capitolo portieri. Nessuna novità tra i pali. Alfonso De Lucia non parte. Il presidente non ha preso benissimo l'errore di venerdì di Fofò contro l'AlbinoLeffe, ma questo non ha portato a uno strappo con il numero uno. Il pour parler con la Lazio per uno scambio con Berni non è stato approfondito, per cui il ragazzone di Nola resterà a Livorno. Con la voglia di dimenticare la partita contro la squadra di Mondonico e di dimostrare che si è trattato di un incidente di percorso, complice un colpo di vento, e magari i riflettori.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il caso

Lucca, botte e insulti razzisti al professore scambiato per il compagno della ex

di Pietro Barghigiani