Il Tirreno

Livorno

La lenta processione verso il Picchi, tra gente spaesata, perplessità e cattivi pensieri

«Vergogna, una decisione assurda»

Dario Serpan
<b>PERPLESSI.</b> Alcuni tifosi parlano fuori dallo stadio
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PERPLESSI. Alcuni tifosi parlano fuori dallo stadio

La rabbia dei tifosi fuori dallo stadio. «La Lega non pensa mai a noi»

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 LIVORNO. Il sole sveglia Livorno, lo stadio Armando Picchi è ormai sgombro dalla neve e qualcuno acquista il biglietto per la partita anche dopo mezzogiorno, quando già sul sito del Livorno calcio si legge che Livorno - Padova è stata rinviata. Ma i tifosi non lo sanno, almeno non tutti.  E allora in molti restano increduli quando si recano allo stadio e trovano le porte chiuse. «Dovevano dircelo prima», protesta Davide Scutti, abbonato in gradinata e come sempre in compagnia di suo zio Tommasino, pronto a valutare il caso a parti inverse: «I giocatori del Padova sono rimasti bloccati in autostrada? Se succedeva a noi si sarebbe giocato lo stesso oppure ci avrebbero dato partita persa a tavolino». I capannelli sono sparsi intorno all'Armando Picchi, mentre i vigili aprono le strade e i botteghini chiudono lasciando un foglio bianco appeso al vetro: «Rinviata per neve».  «Sui giornali e al Televideo non ho letto niente - ci racconta Francesco, un altro abbonato di gradinata - e così sono venuto per scrupolo allo stadio, anche se la notizia mi era giunta era per telefono. E' triste il rinvio di questa gara, dato che in altri campi si è giocato regolarmente».  Soffia già la data del recupero, forse l'11 o più probabile il 24, perciò chi ha comprato il biglietto viene invitato a conservarlo. Ma per Diego, tifoso della Nord («senza la tessera», come fa subito notare), questa è un'altra ingiustizia, «perché la Lega non va mai incontro ai tifosi - dice lui stesso. Pensate a un operaio che si prende mezza giornata di permesso per seguire la sua passione e poi la partita viene rinviata».  Le illazioni si spingono oltre e neanche i giocatori sono immuni dalle critiche: «Magari si poteva posticipare l'incontro di qualche ora o alla domenica - continua Diego - ma i giocatori stranieri hanno il volo prenotato per tornare a casa e non hanno voluto giocare. Bell'esempio per i tempi che corrono».  Pareri disparati, ma la rabbia è comune e alimenta il brusio davanti all'ingresso della tribuna: «Il Padova non era al top - dice Stfeano - e così avrà spinto perché non si giocasse, mentre il Livorno conta poco in Lega e ha dovuto accettare la decisione. Ma noi abbiamo visto il campo e sia chiaro a tutti che era perfetto per giocare».

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