Il Tirreno

Livorno

Nuova sede per il Magnozzi 400 iscritti e una fede infinita

<b>LA &#147;PRIMA&#148;</b> A sinistra il taglio del nastro con Galatolo e Pillon, a destra la nuova sede in via Machiavelli
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LA “PRIMA” A sinistra il taglio del nastro con Galatolo e Pillon, a destra la nuova sede in via Machiavelli

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 LIVORNO. In un periodo di difficoltà generalizzata per la tifoseria organizzata, a Livorno c'è un club amaranto che va in controtendenza. È il "Magnozzi" che mercoledì ha inaugurato la nuova sede di Via Machiavelli 39 alla presenza di Bepi Pillon, dei calciatori Bardi e Di Bella e dei grandi ex Tancredi, Doga e Bellinelli. Un pomeriggio sul filo dei ricordi e con uno sguardo fiducioso al futuro. Curzio Galatolo, segretario del club ha riassunto la storia del Magnozzi e ha spiegato come è cambiato il tifo organizzato in questi anni: «Il nostro sodalizio - ha affermato - è quello nato per primo in città visto che è fu fondato nel 1966. All'epoca si chiamava semplicemente "Club Amaranto". Solo nel'71 assunse la attuale denominazione all'indomani della scomparsa del mitico "Motorino". Tra i soci fondatori voglio ricordare Piero Lombardi per tanti anni anche presidente del club». Attualmente al Magnozzi gli iscritti sono circa 400 e il club è presieduto da Mauro Penco. «Per chi ama il calcio - ammette Galatolo - è un momento difficile. La normativa vigente penalizza la passione. Non garantiamo neanche più il servizio di vendita dei biglietti. Organizziamo ancora le trasferte, ma le adesioni sono sempre meno. E poi nella nostra città c'è un preoccupante vuoto generazionale. Speriamo che la squadra riesca a riaccendere il sacro fuoco della passione. Noi però nonostante tutto ci siamo e ci saremo. Sempre al fianco del Livorno e della bandiera amaranto». Il segretario del Magnozzi chiude con un auspicio: «L'ultimo cambio di sede risale a dodici anni fa. Subito dopo l'inaugurazione arrivò Spinelli. Speriamo che cominci un'altra fase di successi come allora». (F.P.)

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