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Livorno

Attaccanti, svegliatevi

Fabrizio Pucci
Attaccanti, svegliatevi

Livorno: punte in gol col contagocce, ma segnano gli altri

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 LIVORNO. Attaccanti di ruolo in rosa: sei. Giornate di campionato disputate: diciannove. Reti segnate complessivamente dalle punte amaranto: dieci. Appena il 35%. Poche, una miseria. Le crude cifre non assolvono il reparto offensivo amaranto. Eppure il Livorno è quarto assoluto quanto a gol realizzati con 28 sigilli, dietro Novara, Siena e Padova. Un apparente controsenso che induce a una lettura più approfondita della statistica. In primis, per amore di onestà, le reti possono diventare 12.  Questo se ascriviamo all'attacco la doppietta segnata a Bergamo da Pagano (spesso impiegato come esterno di centrocampo) che contro l'Atalanta giocò là davanti.  Lungo digiuno. Negli ultimi due mesi abbiamo visto esultare un nostro attaccante solo in due occasioni: il 16 ottobre nel match casalingo con il Torino (gol di Tavano) e il 9 novembre, sempre all'Ardenza con la Triestina (rete, inifluente di Dionisi). Poi ci siamo aggrappati alle prodezze di centrocampisti e difensori. Chi invece alla voce 'professione' nella carta di identità ha scritto 'bomber', ha fatto scena muta: polveri bagnate e mira difettosa.  Tre a secco. Dei sei attaccanti, la parte del leone la fa Dionisi che però ultimamente si è inceppato. Il ragazzo di Rieti ha realizzato sei gol. Tavano esattamente la metà. Gli altri? Non pervenuti. Tomas ha gioito solo su rigore (1º ottobre ad Ascoli). Cellerino, Volpe e Volpato sono ancora all'asciutto. In realtà gli ultimi quattro hanno visto poco il campo. Appena 431 minuti il lituano, poco più di 300 'el Tanque', solo 111 Volpe e meno di un tempo (40') l'ex barese Volpato. In sostanza questi meritano le attenuanti generiche. Ma il dato resta ugualmente significativo.  Media gol al minuto. Anche qui c'è un filo di tristezza. Dionisi è il giocatore più pericoloso perché segna un gol ogni 264 minuti: in pratica uno ogni tre partite, non malissimo, ma ha realizzato tre volte nelle ultime tredici giornate abbassando la sua media. Non va meglio Tavano: per lui un gol ogni 307 minuti. Per Tomas una gioia ogni cinque partite scarse.  Bicchiere mezzo pieno. L'attacco è sterile, ma ci sono almeno tre buoni motivi per essere ottimisti. Primo: quando le punte si sbloccheranno allora il Livorno può spiccare il volo. Il fatto che là davanti non si riesca a trovare la porta con continuità dipende anche dal tipo di gioco che pratica la truppa di Pillon. Spesso sgli attaccanti sono i primi difensori visto che vanno a pressare gli avversari nella fase di impostazione della manovra. Il conseguente dispendio di energie fisiche comporta la perdita di un pizzico di lucidità sotto porta. Non è tutto. Il 4-4-2 pillioniano favorisce gli inserimenti dei centrocampisti che riescono a dialogare proprio con le punte e quindi a proporsi vicino alla porta avversaria con ottime possibilità di fare gol. Delle 28 reti amaranto, quasi la metà portano la firma di coloro che, teoricamente, dovrebbe vedere il portiere nemico con il cannocchiale. Schiattarella, Iori, Barusso, Luci, Pagano e Surraco hanno sopperito al rendimento insufficiente degli attaccanti.  Possibili rimedi. La situazione è disdicevole. Eppure è possibile migliorarla. Come? Intanto conviene aspettare tempi migliori. Prima o poi le punte si sbloccheranno e la squadra ne trarrà beneficio. Il rimedio più immediato e sicuro, però, è intervenire a gennaio sul mercato. Sta alla società individuare il giocatore dalle caratteristiche che fanno al caso amaranto. L'ideale sarebbe un attaccante di peso da acquistare in contemporanea a un necessario sfoltimento del reparto.

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