Il Tirreno

Livorno

«Un grande secondo tempo»

dal nostro inviato
<b>MISTER.</b> Bepi Pillon in panchina a Piacenza
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MISTER. Bepi Pillon in panchina a Piacenza

Pillon elogia tutti. «Che bravo Dionisi sul gol...»

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 PIACENZA. Il giustiziere con i baffi e i capelli sale e pepe arriva in sala stampa senza aprire la gabbia della modestia. Gli dicono che ormai è diventato il killer del Piacenza e lui rispedisce il pallone al mittente. «Eh, mica tanto. L'anno scorso sono venuto qui con l'Ascoli: dovevamo vincere e invece abbiamo perso. Mi è andata meglio con il Livorno...».  Una battuta prima di cominciare l'analisi della partita: «Nel primo tempo abbiamo sofferto - dice Bepi Pillon - e purtroppo non è la prima volta. Anche sabato scorso col Pescara abbiamo regalato 45 minuti ai nostri avversari. Il motivo? Volevamo essere propositivi e fare gioco, ma sullo zero a zero il Piacenza rimaneva tutto sotto la linea della palla. Chiudeva gli spazi, non ci dava occasioni per trovare la profondità, così ci siamo limitati a fare mille tocchi senza mai diventare pericolosi. Tutto il contrario dei nostri avversari, che su un paio di nostre disattenzioni in uscita ci hanno messo in difficoltà, arrivando vicini a De Lucia».  Qualche parolina giusta fra le mura dello spogliatoio e dopo l'intervallo si è visto tutto un altro Livorno. «E' vero - prosegue il tecnico di Preganziol - al rientro in campo abbiamo macinato gioco, fatto pressing, crescendo anche sul piano atletico. E' questo il vero volto del Livorno e dobbiamo cercare di essere così almeno per settanta minuti, non per 45'. Bisogna trovare una costanza di rendimento superiore a quella di oggi. E se devo fare un appunto ai miei giocatori dico che dovevamo chiudere la partita. Sono molto soddisfatto del risultato, però abbiamo commesso l'errore di non sfruttare gli spazi che il Piacenza inevitabilmente ci ha concesso».  Quinto gol stagionale di Surraco, però gli attaccanti sono rimasti ancora a digiuno. «Non è un problema - ribatte Pillon - l'importante è segnare. Tavano era un mese che non giocava, nel secondo tempo ci ha provato con quel diagonale rasoterra (14') e io l'avevo già visto dentro perché il portiere era in controtempo. Invece si è tuffato sulla destra e con un colpo di reni l'ha deviata in angolo. Poi Ciccio ha avuto un'altra chance per tirare dal limite dell'area e non se l'è sentita. Succede quando rientri dopo tanto tempo. Dionisi invece ha speso tantissimo, come sempre, vedrete che pian piano anche lui ritroverà la via della rete. In compenso ha fatto un numero micidiale per liberarsi di due difensori e servire a Surraco l'assist decisivo...».  Armando Madonna, mister del Piacenza, sembra un pugile reduce da un ko. «Nel primo tempo - dice - abbiamo fatto la partita come una squadra che fisicamente sta bene. Il guaio è non essere riusciti a sbloccare il risultato. Al ritorno dagli spogliatoi il Livorno ha colpito subito con Surraco e lì ci siamo appiattiti, non c'è stata più reazione. Ho messo dentro un'altra punta, ma gli spazi si sono ancora più chiusi e non siamo mai riusciti a creare occasioni pericolose. La causa? Un calo fisico e mentale, da parte di tutti. Questa squadra aveva 2 punti dopo 7 partite e ha saputo reagire con un grande sforzo, risalendo la classifica. Vedrete che ci riusciremo anche questa volta. Il potenziale c'è». re.mar.

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