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«Stavolta mi ero proprio rotto»
(al.ber.)
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ISTRUZIONI. Bepi Pillon durante il match Pillon, l'espulsione e la rabbia col fischietto
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LIVORNO. «Di episodi arbitrali negativi in questa stagione ne abbiamo visti sin troppi, stavolta mi ero proprio rotto...». Bepi Pillon ha ancora il baffo elettrico, adrenalina che non si scarica. «Il rigore ci stava perché si vede bene la maglia di Tavano che si allunga. Si dirà: si può dare o no. Vero, ma intanto a noi non ce l'hanno dato. E l'espulsione di Ariatti nel primo tempo? Ho detto all'arbitro che non può ripensarci solo perché era già ammonito, lui mi ha detto che non era vero. Io rispetto sempre gli arbitri, ma devono essere onesti quando parlano con noi. E il signor Guida non può dirmi che non aveva il cartellino giallo già pronto, salvo poi rimetterlo dentro. Per non parlare dei cento falli che avrà commesso Capuano. La mia espulsione? Sono solo entrato in campo sul rigore di Tavano, come tutti gli altri della panchina. Spero almeno di non essere squalificato». Sin qui il finale rovente. Ma c'è anche un primo tempo nel quale il Livorno poteva e doveva far meglio. «È vero. Il Pescara è stato molto abile a pressare, noi potevamo saltare il centrocampo con lanci lunghi ma ci mancava la punta di peso. Non so che è successo, eravamo molli. Ho visto comunque che questa squadra fa sempre fatica quando ci sono tre partite in una settimana, evidentemente abbiamo bisogno di tempo ed energie al top per esprimerci al meglio. Infatti nel secondo tempo siamo stati molto più propositivi ma nel finale si è fatta sentire la stanchezza». Il Pescara giocava con una sola punta (Sansovini) e centrocampo foltissimo. Mai pensato di passare alla difesa a 3, rinforzando la mediana o l'attacco? Pillon scuote la testa. «Giocare con tre punte più Surraco è difficile. Noi abbiamo il nostro modo di giocare e considero un segno di debolezza cambiarlo in base al nostro avversario. Non è stato un problema di modulo, tant'è che nella ripresa si è visto un altro Livorno». Poi Pillon spiega la sostituzione di Knezevic. «Aveva accusato un virus intestinale, ma il provino prepartita era andato bene. Invece dopo pochi minuti Dario mi ha detto che aveva nausea e sensazioni di vomito, per cui sono stato costretto a cambiarlo». Un flash anche su Tavano. «Mi è piaciuto, il suo è stato un rientro molto positivo». Di Francesco frena. Sull'altro fronte Eusebio di Francesco, vecchia volpe del centrocampo di Roma e Piacenza, elogia il suo Pescara ma... «ma ho un po' d'amaro in bocca perché dovevamo essere più cinici. Sull'1-0 ci sono state un paio di occasioni, quella con Soddimo anche clamorosa. Il Livorno? Sapevo che avrebbe giocato così, siamo stati bravi noi a lasciare loro spazi. Se la squadra ha fatto fatica, credo che sia merito del mio Pescara». Ci sarebbe anche quell'episodiuccio del rigore finale, e Di Francesco va veloce come quando giocava. «L'arbitro era perfettamente in linea, la sua decisione è perfetta. Tavano forse è stato toccato ma ha accentuato la caduta, questi rigori è giusto non darli». Mah. Basterebbe però mettersi d'accordo su quando si danno e quando invece no.
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