Due Luci che abbagliano il Toro
Alessandro Bernini
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NUMERO 1. Andrea Luci portato in trionfo da Dionisi dopo il gol: al di là della rete, il piombinese è stato il migliore in campo Tavano e il motorino, più tanto cuore: un grande Livorno spicca il volo
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LIVORNO. Altro che Toro. Forse l'unica "bestia" che poteva fermare il Livorno era Ivan il terribile, l'uomo nero. Spettacolo, sofferenza, pressing, orgoglio: tutto ciò che il tifoso sogna dalla propria squadra, Dionisi e compagni l'hanno gettato in dosi industriali in campo. Per chi va oltre il numero dei gol segnati, questa è stata la più bella partita del Livorno. Stratosferico nei primi 20', bravo a passare con Tavano, bravissimo a raddoppiare con Luci a inizio ripresa, splendido nel resistere nel finale dopo che Bianchi aveva accorciato le distanze. Facile dilagare quando le cose vanno bene, molto più difficile resistere a denti stretti quando ti assale una squadra forte come il Toro. Nel giro di quattro giorni (Varese e Toro) il Livorno ha regalato dei segnali di crescita impressionanti: sarà un campionato lungo, con sole e temporali, ma oggi è giusto gustarsi una vittoria davvero da 8 in pagella. Bravo Pillon. A livello tattico Pillon non ha sbagliato una mossa. Lerda ha provato a sorprenderlo schierando (prima volta da inizio stagione) la difesa a tre e rinforzando il centrocampo dove spesso agivano in sei: i quattro della mediana più i trequartisti Iunco e Sgrigna che spesso si abbassavano. C'era il rischio di non prenderla mai in mezzo, invece Luci è stato infinito, Iori molto lucido, ma anche Surraco e soprattutto Schiattarella facevano sempre un passo indietro per aiutare a centrocampo. Nel finale, sul 2-1, Pillon ha orgogliosamente piazzato un bel catenaccio: fuori anche Tavano, dentro Barusso, spazio al 4-5-1 che negli ultimi giri di lancetta è diventato una muraglia cinese quando Di Bella ha preso il posto di Iori. Ecco perché c'è il sacrificio alla base di questo successo. Il filo logico. Che il Livorno si sarebbe regalato un grande sabato, si era capito dopo un amen. Tre clamorose palle-gol nei primi 18' sventate tutte in angolo da Rubinho, erano più di un segnale. Tant'è che al 19' è arrivata il gol, strameritato: angolo di Surraco, tocca male Bianchi che spedisce la sfera sui piedi di Tavano, un giochetto per Ciccio metterla dentro. La reazione del Toro è stata un pianto, anche perché i centrali Bernardini e Perticone non sbagliavano un colpo, aiutato dal sempre brillante Lambrughi, mentre davanti ogni ripartenza era un pericolo col solito Dionisi indiavolato. Un inizio di ripresa un po' titubante è stata subito cancellato (10') dallo splendido gol di Luci, un siluro di destro al volo da 20 metri. Sul palo di Schiattarella (13') si è un po' spento il Livorno, il Toro ha preso campo trovando (21') il pari col solito Bianchi. L'assalto a quel punto era inevitabile. Tanto caos, qualche crossaccio dalla trequarti, un paio di tiri all'ippodromo. Il Livorno invece ha risposto con orgoglio e ordine. Tanto che De Lucia ha resistito sino al the end senza nessuna parata.
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