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Fides, Bichisecchi resta. I talenti no
Mario Orsini
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PRESIDENTE. Bichisecchi Approvato il turnover dei maestri. Ma Lari e Luperi vanno con Vannini
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LIVORNO. «Passata è la tempesta». Al Fides torna il sereno. Andrea Bichisecchi è di nuovo presidente a tutti gli effetti. L'assemblea dei soci, quasi all'unanimità (due soli astenuti e nessun voto contrario) gli ha confermato la piena fiducia. Per capire come tutto stia andando nella giusta direzione è bastato fare una capatina al glorioso circolo di via Allende mercoledì sera. Ovunque pedane affollate, maestri sorridenti e tanta allegria, un ambiente idilliaco. Ma lasciamo la parola ad Andrea Bichisecchi. «L'assemblea dei soci ha approvato la relativa relazione sui cambiamenti tecnici, in pratica all'unanimità con due soli astenuti e nessun contrario. Non mi è restato altro che ritirare le dimissioni». In quanti siete rimasti nel consiglio? «In sei. Il vicepresidente Luciano Barsotti e i Consiglieri Andrea Malquori, Massimo Messinese, Giulio Cuccuini e Augusto Bizzi. E' uscito il solo Giulio Paroli». Quando le nuove elezioni? «A breve, in vista dell'organizzazione dei campionati italiani assoluti abbiamo bisogno sicuramente d'aiuto». Novità sul fronte Marco Vannini? «Nessuna». Nomi dei maestri? «Abbiamo confermato l'intero staff tecnico. I maestri del fioretto sono Brando Messinese e Beppe Pierucci. Quelli della sciabola Nicola Zanotti, Diego Pardini e l'istruttore Jacopo Reali. Nel fioretto c'è anche la novità Tommaso Marchi, giovane ex schermitore che lavorerà con i più piccoli». Gli altri sono rimasti tutti al loro posto? «Sì, cominciando dall'insostituibile segretaria Elisabetta Mancini, dall'Armiere Michele Bono e poi tanti altri». Mercoledì sera in sala c'era anche Beppe Pierucci, che stava allenando una bambina di nome Ludovica. E' l'esatta fotografia della situazione attuale? «Assolutamente sì. Il clima è eccellente. Questo contribuirà ad ottimizzare il lavoro. Beppe e Brando, siamo tutti convinti, faranno un gran lavoro, in piena armonia. Il Circolo ha sempre creato campioni e sempre ne sfornerà ancora. Però, come priorità, deve essere anche un luogo ludico, piacevole e divertente. Un posto dove i genitori mandano volentieri i loro figli, perché sanno che prima pensiamo alla loro crescita fisica e al radicamento di sani principi e solo successivamente guardiamo se qualcuno ha i requisiti per diventare un campione». E' vero che se ne sono andati Tommaso Lari, Edoardo Luperi, Alessandro Paroli, Giacomo Lucchesi e qualcun altro? «Sì, in tutto una quindicina. Nella scherma accade sempre così e sempre accadrà. Il rapporto allievo-Maestro è molto particolare. Soprattutto per i più grandi, sono il primo a capirlo, un cambio tecnico può essere problematico. In compenso ne sono arrivati più di venti. Naturalmente il nome se lo devono fare ma, come detto prima, arriverà, spero presto, anche il loro momento». Giulio Paroli, come atleta, è rimasto? E Fabrizio Filippi? «Sono rimasti entrambi. Sia Giulio che Fabrizio, che tra l'altro mi ha dato il Suo personale appoggio, sono e saranno atleti Master del Fides e ci rappresenteranno ai prossimi mondiali».
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