Italia
Pugilato, quando è la donna a dare il break
Mario Orsini
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ESEMPIO. Marzia Simili Due ragazze livornesi al corso per arbitri: «Senza paura»
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LIVORNO. Donne sul ring. Al corso regionale per arbitri di pugilato, alla sede dell'Apl, ben tre dei sette iscritti sono donne. Due ragazze, Veronica Ponsiglione e Monica Fornaciai, sono livornesi doc. L'altra, Carlotta Malvolti, 21 anni, è una bella studentessa universitaria fiorentina, nipote del grandissimo Mario D'Agata, il pugile aretino sordomuto campione mondiale dei pesi gallo. «Con nonno, il babbo di mia mamma, ho sempre avuto un rapporto bellissimo. Benché fosse sordo e muto abbiamo sempre comunicato senza alcun problema ed avuto sempre un feeling che andava al di là delle parole». Il sogno? «Mi piacerebbe fare una carriera sportiva parallela alla sua. L'unico rammarico è che se ne sia andato l'anno scorso e, quindi, non possa vedermi quando salirò sul ring. Spero almeno che, da lassù, possa sostenermi». Contente della scelta fatta pure Veronica e Carlotta. «Lo sport mi è sempre piaciuto - spiega la trentaduenne Veronica Ponsiglione - ne ho fatti molti come rock acrobatico, ginnastica artistica e ginnastica pugilistica con Donato Salvemini e Franco Nenci, all'Accademia dello Sport. Prima del marzo scorso non avevo mai visto un incontro di pugilato dal vivo. Confesso che è diverso da come me l'ero immaginato. Quando ho saputo di questo corso mi sono iscritta con entusiasmo. Non vedo l'ora di salire sul ring». Molto sport e ginnastica pugilistica anche per la bionda Monica Fornaciai. Sogni? «Tanti. Fare l'arbitro è una bell'alternativa al mio lavoro quotidiano. Un modo per staccare la spina e magari togliermi qualche soddisfazione». Preoccupazioni? Paure? Il fidanzato che ne pensa? «L'esordio certamente sarà difficile. Poi, con l'esperienza e la passione, spero di superare gli ostacoli che troverò sul mio cammino. Per il fidanzato nessun problema: non ce l'ho». Inutile dire che tutte e tre sognano di emulare la pisana Marzia Simili, arbitro internazionale e spesso in pedana anche per sfilate di moda. Tanta voglia di passare dall'altra parte della barricata l'ha, invece, l'ex professionista e tecnico cecinese: Nicola Parrino. «Nella mia carriera ho disputato un centinaio d'incontri tra dilettanti e professionisti. Tra questi un campionato italiano, a Roseto degli Abruzzi, nel 1988 contro Guerrino Sorgentone. Era la prima volta che un livornese tornava a combattere con un titolo tricolore in palio quasi 15 anni dopo Romano Fanali. Ora voglio provare a fare l'arbitro». Gli altri tre partecipanti al corso sono il livornese Gaspare Arimondi, il carrarese Fabio Lenzi e il cecinese Michele Manno. Un corso impegnativo: 120 ore di lezione, equamente divise tra teoria e pratica. «Il regolamento dovrebbero ripassarselo anche molti tecnici" afferma Tancredi Gioia, vice presidente regionale. Le lezioni teoriche sono affidate al presidente del Ctr Giuseppe Ghirlanda. Per quelle pratiche un ruolo importante l'avrà, invece, il grande Franco Priami, l'ex arbitro che nella sua carriera ha diretto circa 4000 match.
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