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Troppi impegni personali, il direttore sportivo gialloblù ha lasciato la scrivania
Massimo Giusti, addio alla Libertas
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DS. Massimo Giusti 2 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. Massimo Giusti saluta la Libertas. Dopo una vita da giocatore e poi da team manager ai tempi della serie A era rientrato in pista otto anni fa, spezzando il pane della sua conoscenza cestistica in una società che cominciava a rialzare la testa. Ieri, a salvezza raggiunta, l'annuncio ufficiale: «Dopo tanti anni trascorsi alla Libertas è arrivato il momento in cui, per impegni familiari e di lavoro sempre più pressanti, devo rassegnare le mie dimissioni dalla carica di direttore sportivo. Orgoglioso di aver partecipato prima sul campo e poi dietro una scrivania allo sviluppo della società, ringrazio tutte le persone con cui negli anni ho condiviso progetti, preoccupazioni, vittorie e sconfitte. Un saluto di cuore a tutti: dirigenti, allenatori e giocatori». Poche righe per chiudere un periodo importante, ma a 56 anni «era diventato veramente difficile gestire un lavoro sempre più impegnativo, le esigenze crescenti della famiglia e conciliare il tutto con un incarico nel basket», dice Giusti. Comunque fiero di aver partecipato alla crescita complessiva della Libertas: «Sette-otto anni fa nel vivaio avevamo cinquanta ragazzi, oggi sono 250. L'Under 19 in sinergia con la Pielle è arrivata quarta, l'under 17 idem dietro le due senesi e Montecatini, l'under 15 sarà prima o seconda e l'under 14 è già nelle prime otto e deve disputare i playoff. Sono sempre più convinto che il "core business" della Libertas deve essere l'attività giovanile e i risultati lo stanno dimostrando. Dal minibasket al settore agonistico siamo vivi, il progetto funziona. La serie C invece dipende dalle risorse disponibili, la differenza lì la fanno i soldi». Il problema atavico di Livorno. (R.M.)
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