Meteo
calcio
Moro, un'entrata a gamba tesa
F.P. /
◗
ROCCIA. Davide Moro contro il milanista David Beckham e a destra in azione«Soffriamo le piccole, è un dato di fatto ma stiamo lavorando per dare una svolta La classifica? Non ci fa per niente paura»
3 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. Domenica scorsa Davide Moro ha sofferto in panchina come il primo dei tifosi. Novanta minuti trascorsi a graffiarsi l'anima. Alla ricerca di un appiglio per riaprire una partita che invece è rimasta saldamente nelle mani del Bologna. Una partita che il centrocampista livornese rivisita con la memoria a cominciare dall'atteggiamento che dagli spalti è sembrato molle: «Non è così - chiarisce il centrocampista - perché le motivazioni c'erano. Volevamo vincere a tutti i costi soprattutto perché giocavamo contro una diretta concorrente.
Non esiste che si scenda in campo senza pensare ai tre punti. Poi però tutto è andato storto. Sono giornate-no che nell'arco di una stagione capitano, anche se non dovrebbe mai succedere di incassare sconfitte così pesanti. Domenica non ha funzionato niente. Ma ora dobbiamo passare avanti e reagire subito sul campo della Fiorentina».
Il Livorno è indecifrabile: grandi prestazioni e ottimi risultati con le big e flop contro le dirette concorrenti. I tifosi sono stupiti e fanno fatica a comprendere i motivi di questo rendimento direttamente proporzionale alla forza degli avversari. Davide Moro è realista: «È un interrogativo legittimo e che ci poniamo anche noi. Se avessimo la bacchetta magica saremmo in testa alla classifica e saremmo gli allenatori più forti del mondo.
Sicuramente ne parleremo nello spogliatoio e troveremo una soluzione. Contro Juventus e Milan eravamo andati benissimo e poi è arrivata la sconfitta con il Bologna. Con i rossoblù oltre al risultato è mancato anche il gioco. Che soffriamo le piccole è un dato di fatto. Ora andiamo a Firenze e il livello di difficoltà della gara è decisamente superiore a quello dell'ultimo turno. Ma vogliamo far bene».
Quaranta giorni fa il Livorno navigava in acque tranquille a più sei dalla zona retrocessione: bastava dare uno sguardo distratto alla classifica per farsi venire il buon umore. Invece se il campionato fosse finito domenica sera gli amaranto sarebbero in serie B. Considerazione che può mettere ansia. Davide Moro, però ostenta fiducia e non vuole sentir parlare di paura: «No. Siamo un gruppo forte e abituato a lottare.
Non può esserci spazio per la paura. Non ora. Certo. La classifica non è allegra, ma in questa stagione siamo stati anche in una situazione peggiore. Sapevamo dall'inizio dell'anno che il nostro campionato sarebbe stato questo. La sofferenza e il sacrificio, quindi, non possono spaventarci. E nemmeno la classifica perché abbiamo tutte le carte in regola per centrare la salvezza. È vero. Eravamo a più sei un mese fa, ma c'è tempo per recuperare. Nelle ultime settimane, al di là della sconfitta con il Bologna, avevamo conquistato due punti con Juventus e Milan. Il problema è che gli altri hanno vinto e sono bastate due partite per ritrovarci in questa posizione scomodissima».
Non esiste che si scenda in campo senza pensare ai tre punti. Poi però tutto è andato storto. Sono giornate-no che nell'arco di una stagione capitano, anche se non dovrebbe mai succedere di incassare sconfitte così pesanti. Domenica non ha funzionato niente. Ma ora dobbiamo passare avanti e reagire subito sul campo della Fiorentina».
Il Livorno è indecifrabile: grandi prestazioni e ottimi risultati con le big e flop contro le dirette concorrenti. I tifosi sono stupiti e fanno fatica a comprendere i motivi di questo rendimento direttamente proporzionale alla forza degli avversari. Davide Moro è realista: «È un interrogativo legittimo e che ci poniamo anche noi. Se avessimo la bacchetta magica saremmo in testa alla classifica e saremmo gli allenatori più forti del mondo.
Sicuramente ne parleremo nello spogliatoio e troveremo una soluzione. Contro Juventus e Milan eravamo andati benissimo e poi è arrivata la sconfitta con il Bologna. Con i rossoblù oltre al risultato è mancato anche il gioco. Che soffriamo le piccole è un dato di fatto. Ora andiamo a Firenze e il livello di difficoltà della gara è decisamente superiore a quello dell'ultimo turno. Ma vogliamo far bene».
Quaranta giorni fa il Livorno navigava in acque tranquille a più sei dalla zona retrocessione: bastava dare uno sguardo distratto alla classifica per farsi venire il buon umore. Invece se il campionato fosse finito domenica sera gli amaranto sarebbero in serie B. Considerazione che può mettere ansia. Davide Moro, però ostenta fiducia e non vuole sentir parlare di paura: «No. Siamo un gruppo forte e abituato a lottare.
Non può esserci spazio per la paura. Non ora. Certo. La classifica non è allegra, ma in questa stagione siamo stati anche in una situazione peggiore. Sapevamo dall'inizio dell'anno che il nostro campionato sarebbe stato questo. La sofferenza e il sacrificio, quindi, non possono spaventarci. E nemmeno la classifica perché abbiamo tutte le carte in regola per centrare la salvezza. È vero. Eravamo a più sei un mese fa, ma c'è tempo per recuperare. Nelle ultime settimane, al di là della sconfitta con il Bologna, avevamo conquistato due punti con Juventus e Milan. Il problema è che gli altri hanno vinto e sono bastate due partite per ritrovarci in questa posizione scomodissima».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
