Italia
LIVORNO SPORT
Spinelli, intanto parla il figlio
Fabrizio Pucci
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DYNASTY. Roberto Spinelli insieme al padre Aldo«La serie A è troppo importante e va difesa remando tutti insieme»
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LIVORNO. Basso profilo. Aldo Spinelli continua a tacere. Il silenzio del presidente perdura ormai da nove giorni. Bocca cucita, nonostante il pesante blitz di Catania. Parla invece Roberto, il figlio del patron che chiarisce subito: «Mio padre - dice l'amministratore delegato della società - sta lavorando per il Livorno. Ci mancherebbe. La sconfitta con il Chievo lo aveva demoralizzato. Era arrabbiato e deluso come tutti. Ce l'aveva con la squadra. Quello scivolone casalingo non ce lo aspettavamo e siamo rimasti spiazzati. Era uno scontro diretto e non ci immaginavamo di andare incontro a un ko così doloroso».
Vero. Però domenica sono arrivati tre punti molto pesanti..
«Sì, quella di Catania è una vittoria molto importante. Fa morale e anche classifica. Resta fermo il fatto che la strada che porta alla salvezza è ancora lunghissima. Non possiamo più permetterci di buttare via una partita come successo proprio contro il Chievo. Per questo l'attenzione è già rivolta al prossimo impegno con la Sampdoria. Una partita da non fallire su cui siamo già concentrati».
Inevitabile parlare di mercato. Cosmi sostiene che basta essere vedenti per capire che cosa manca al Livorno...
«E' vero. L'allenatore ha ragione. Stiamo tutti lavorando per intervenire a gennaio. In società c'è accordo, condivisione degli stessi punti di vista. Sappiamo perfettamente di che cosa abbiamo bisogno. Abbiamo le idee chiare, che però devono essere tradotte in fatti. E questo non è sempre possibile. Anzi. A volte è decisamente difficile. Però ogni giorno stiamo visionando giocatori che possono fare al caso nostro. La serie A è troppo importante. Dobbiamo mantenerla anche se...»
Anche se...
«Purtroppo il pubblico non ci dà una mano. Non sono abituato a parlare, però stavolta non posso fare a meno di sottolineare che la salvezza la si conquista tutti insieme: società, squadra e tifoseria. Lo stadio è sempre più vuoto. Dove sono finiti i quindicimila della finale con il Brescia? Sono bastati pochi mesi e il patrimonio è stato dilapidato. La gente di Livorno deve capire che la nostra dimensione è quella di lottare per non retrocedere. E quando dico lottare, penso a tutte le componenti, pubblico compreso. Un concetto deve essere chiaro: che solo con un seguito importante è più facile rimanere in serie A perché con tanti tifosi alle spalle si acquista maggiore peso in Lega e nei rapporti con le tv. A chi volete che interessi la permanenza nella massima seria di una società che porta allo stadio seimila persone? Vorrà dire che la salvezza porterà la firma della squadra, dell'allenatore e di mio padre».
Torniamo a parlare di movimenti di mercato. La situazione di Candreva: può andarsene a gennaio?
«Antonio è un ottimo giocatore. Ma deve tornare a essere quello che abbiamo ammirato prima della convocazione in Nazionale. Dopo la parentesi azzurra ha accusato un vistoso calo di rendimento. Per il momento è un giocatore del Livorno e lui deve ritrovare la voglia di giocare con la maglia amaranto».
Il ritorno di Alessandro Diamanti è un sogno?
«Sì. Non credo sia possibile. Personalmente mi piacerebbe rivederlo a Livorno. Ma è giusto che il ragazzo faccia la sua strada così come noi la nostra. Siamo grati a Diamanti per tutto quello che ha fatto per noi. Non lo abbiamo richiesto al West Ham e penso proprio che il club londinese non voglia disfarsi di un giocatore così importante. Noi che lo conosciamo bene, sappiamo quello che Alessandro può dare. E' un talento».
Vero. Però domenica sono arrivati tre punti molto pesanti..
«Sì, quella di Catania è una vittoria molto importante. Fa morale e anche classifica. Resta fermo il fatto che la strada che porta alla salvezza è ancora lunghissima. Non possiamo più permetterci di buttare via una partita come successo proprio contro il Chievo. Per questo l'attenzione è già rivolta al prossimo impegno con la Sampdoria. Una partita da non fallire su cui siamo già concentrati».
Inevitabile parlare di mercato. Cosmi sostiene che basta essere vedenti per capire che cosa manca al Livorno...
«E' vero. L'allenatore ha ragione. Stiamo tutti lavorando per intervenire a gennaio. In società c'è accordo, condivisione degli stessi punti di vista. Sappiamo perfettamente di che cosa abbiamo bisogno. Abbiamo le idee chiare, che però devono essere tradotte in fatti. E questo non è sempre possibile. Anzi. A volte è decisamente difficile. Però ogni giorno stiamo visionando giocatori che possono fare al caso nostro. La serie A è troppo importante. Dobbiamo mantenerla anche se...»
Anche se...
«Purtroppo il pubblico non ci dà una mano. Non sono abituato a parlare, però stavolta non posso fare a meno di sottolineare che la salvezza la si conquista tutti insieme: società, squadra e tifoseria. Lo stadio è sempre più vuoto. Dove sono finiti i quindicimila della finale con il Brescia? Sono bastati pochi mesi e il patrimonio è stato dilapidato. La gente di Livorno deve capire che la nostra dimensione è quella di lottare per non retrocedere. E quando dico lottare, penso a tutte le componenti, pubblico compreso. Un concetto deve essere chiaro: che solo con un seguito importante è più facile rimanere in serie A perché con tanti tifosi alle spalle si acquista maggiore peso in Lega e nei rapporti con le tv. A chi volete che interessi la permanenza nella massima seria di una società che porta allo stadio seimila persone? Vorrà dire che la salvezza porterà la firma della squadra, dell'allenatore e di mio padre».
Torniamo a parlare di movimenti di mercato. La situazione di Candreva: può andarsene a gennaio?
«Antonio è un ottimo giocatore. Ma deve tornare a essere quello che abbiamo ammirato prima della convocazione in Nazionale. Dopo la parentesi azzurra ha accusato un vistoso calo di rendimento. Per il momento è un giocatore del Livorno e lui deve ritrovare la voglia di giocare con la maglia amaranto».
Il ritorno di Alessandro Diamanti è un sogno?
«Sì. Non credo sia possibile. Personalmente mi piacerebbe rivederlo a Livorno. Ma è giusto che il ragazzo faccia la sua strada così come noi la nostra. Siamo grati a Diamanti per tutto quello che ha fatto per noi. Non lo abbiamo richiesto al West Ham e penso proprio che il club londinese non voglia disfarsi di un giocatore così importante. Noi che lo conosciamo bene, sappiamo quello che Alessandro può dare. E' un talento».
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