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Sogliano rompe col Livorno«Mi spiace, non torno più»

Alessandro Bernini
Sopra Spinelli e nella foto grande Sogliano
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Sopra Spinelli e nella foto grande Sogliano

Appena 36 giorni in prima linea ed esce subito di scena. Riccardo Sogliano lascia il Livorno, resta un consigliere del presidente come avviene ormai da 20 anni ma offrirà questa consulenza da Varese, casa sua. Un ruolo insomma ben diverso rispetto a quello di "direttore generale" che (non ufficialmente) ricopriva dal suo arrivo

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LIVORNO. Appena 36 giorni in prima linea ed esce subito di scena. Riccardo Sogliano lascia il Livorno, resta un consigliere del presidente come avviene ormai da 20 anni ma offrirà questa consulenza da Varese, casa sua. Un ruolo insomma ben diverso rispetto a quello di "direttore generale" che (non ufficialmente) ricopriva dal suo arrivo.
Dunque niente più allenamenti al Coni, niente più presenza al fianco della squadra e di Cosmi, e neanche movimenti di mercato. Si torna all'antico, con tutte le operazioni che si muoveranno sull'asse Spinelli-Ricci.
La notizia è stata mantenuta segreta. Ufficialmente si parlava di influenza e leggero malessere che aveva costretto il dirigente a tornare a casa, ma in realtà sotto c'era qualcosa in più. E ieri sera Sogliano ha dato la prima conferma: «È vero, non verrò più a Livorno. Diciamo che mi sono defilato per motivi personali. Adesso il mio rapporto sarà limitato a qualche consiglio al presidente Spinelli ma niente di più».
Un film in parte già visto in passato, prima con Cipollini e poi con Perotti. Il ruolo di dg non sembra poter vivere in questa società. A quanto pare Sogliano aveva pronto una sorta di progetto per disegnare una nuova organizzazione societaria, c'erano troppi particolari che non gli piacevano. Ma di fronte ha trovato il semaforo rosso.
Un giorno Sogliano ci confidò: «Spinelli sa come sono fatto: o si fa come dico io, oppure me ne torno tranquillamente a casa. Non sono certo uno che vuole tenersi la poltrona». Detto, fatto. Il 14 ottobre l'annuncio in pompa magna del suo arrivo, il 16 novembre l'uscita di scena da una porta secondaria e cercando di tenere spenti i riflettori.
E il mercato? Sogliano aveva già avviato dei contatti, in Italia. Con Spinelli non c'era molto accordo sul nome di Denis del Napoli (gradito al presidente, non al dg) ma non è certo stata questa la causa scatenante della clamorosa rottura. Le chiavi del mercato tornano così nelle mani di Nelso Ricci, fermo restando che poi tutte le decisioni devono portare sempre timbro e firma di Aldo Spinelli.
Verso il Genoa. L'addio di Sogliano fa così passare un po' in secondo piano la marcia di avvicinamento verso la sfida col Genoa. Ieri c'è stata una sola seduta al Coni, con Cosmi che ha provato schemi difensivi e offensivi prima della classica partitella. Mozart è apparso in forma, mentre Rivas, Pieri e Perticone si sono ancora allenati a parte e dovranno alzare bandiera bianca (insieme a Tavano). A fine allenamento pasticcini e spumante offerti da Galante per festeggiare il compleanno. Oggi rifinitura alle 10 al Coni poi tutti in ritiro.
Possibile un Livorno col 3-5-1-1, con Candreva alle spalle di Lucarelli, e Mozart regista basso. Ma sta bene anche Filippini e chissà che non sia lui la sorpresa.
Intanto ieri tra i tifosi c'era qualche perplessità sulla scelta di designare Rizzoli per la sfida col Genoa: un arbitro di Bologna, una delle 3-4 città in corsa col Livorno per la salvezza, era proprio il caso?
Bravo Bardi. Reduce dai mondiali under 17, il portierino amaranto Francesco Bardi si è conquistato anche la chiamata della Figc per lo stage dei portieri nati tra il 1991 e il 1994. A curare il lavoro saranno i preparatori Ivano Bordon, Luciano Castellini e Andrea Pazzagli.

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